Intervista all’autore Malik Tariq Bashir

Intervista all’autore Malik Tariq Bashir in merito al suo libro “Il profumo dei valgesi” edito Bookabook Editore.

Il libro

Il viaggio di Virginia Maltesi inizia senza quasi muovere un passo: sogna; intorno a sé scorge luoghi dal sapore medievale, un paesaggio che sembra estendersi all’infinito e un misterioso viandante, ma man mano che i minuti passano l’atmosfera diventa sempre più inquietante e angosciosa.

Chi è l’uomo? Cosa sta cercando, su per la montagna? E perché, in mezzo alla nuda roccia, c’è una porta?

Da semplice spettatrice, Virginia diventa sempre più protagonista, fino a scoprire che il passaggio cela un mondo che non vuole essere svelato, fatto di uomini disposti a tutto pur di rimanere nascosti.

Intervista all’autore Malik Tariq Bashir

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  • Parlaci del tuo libro “Il profumo dei Valgesi” in breve!

Il profumo dei Valgesi è un romanzo che unisce il fantasy ad intrecci di romanzo storico. Al di là delle definizioni, si tratta di un’avventura piuttosto singolare, durante la quale la protagonista, Virginia Maltesi, si troverà in un mondo avvolto da una coltre di mistero: non può vedere ma è sicuramente vista.

  • Come è arrivata l’idea?

Mi trovavo in vacanza ad Ischia, era l’estate del 2008 e stavo visitando il Castello Aragonese. Quel pomeriggio faceva molto caldo e io avevo una gran sete. Il castello era circondato dal mare e ricordo che ero un po’ arrabbiato perché avevo dimenticato la macchinetta fotografica. Durante la visita a quel bellissimo posto, combattuto tra meraviglia e arsura, mi venne in mente una storia, che anni dopo sarebbe stata l’ossatura de “Il profumo dei Valgesi”.

  • C’è un evento nel libro che è stato particolarmente difficile scrivere?

Onestamente no, perché tutte le sequenze, nel momento in cui vengono scritte, sono state ampiamente studiate e preparate, per cui di fronte ad una tastiera o con una penna in mano le parole e gli avvenimenti si compongono abbastanza fluidamente.

  • Cosa ci dobbiamo aspettare da questa storia? Cosa volevi trasmettere?

Non fermarti, sii curioso, non avere paura di ciò che è diverso e non capisci. La paura, in particolare, alberga dentro ciascuno di noi. Seguire questo pensiero irrazionale e buio può condizionare negativamente i vari stadi della nostra vita. Credo che non si debba assorbire rumori e parole che ci circondano in modo passivo. Ogni stimolo va esaminato ed estrapolato da una condizione di conflitto. Allora parliamo di arricchimento, confronto e crescita. La felicità è un punto di vista, neanche troppo lontano, che può albergare in quelle stesse cose che ci spaventavano, forse perché così luminose da atterrirci.

  • Questo è il tuo primo libro?

Il profumo dei Valgesi è il mio terzo romanzo ed il secondo pubblicato. Il libro d’esordio è stato Il leone bianco (2009) edito da Faligi editore.

  • Quanto c’è di te in questa storia?

Tutti i luoghi descritti, alle volte modificati a beneficio della trama, sono posti che ho attraversato in vari momenti della mia vita: alcuni nell’infanzia, altri durante gite fuori porta.  Ci sono ambientazioni che si poggiano sul cuore e non vogliono saperne di andare via.

  • Che tecnica usi quando scrivi un libro? Sei solito effettuare delle ricerche?

è una ricerca continua, ogni sequenza elaborata è frutto di uno studio attento e minuzioso. Non mi servo di alcuna tecnica in particolare, nulla che io possa racchiudere in una descrizione, solamente una serie infinita di passi per adattarsi in modo flessibile alle difficoltà di una determinata giornata o di un particolare momento.

  • Stai parlando a un lettore che ancora non ti conosce, perché dovrebbe leggerti?

Non amo le etichette e quindi le catalogazioni mi vanno un po’strette. Mi piacerebbe esser letto perché mai come ora credo sia necessario affrontare se stessi e il mondo nelle mille possibili declinazioni che un confronto può far scaturire.

 

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