“Non sposate le mie figlie” il film

“Non sposate le mie figlie” il film recensito oggi da Meg nella rubrica “film e serie tv”.

 

"Non sposate le mie figlie" il film

Anno 2014 – diretto da Philippe De Chauveron

Eccoci ad un film francese: vi rivelo che è un settore se seguo poco, poiché passano da produzioni molto interessanti a prodotti tremendi.

Ma ritengo questa commedia un piccolo capolavoro sul tema dell’integrazione come non se ne vedevano dai tempi di “Indovina chi viene a cena?” del 1967.

I Verneuil sono una ricca (il padre Claude è notaio) famiglia francese cattolica della Loira, ma con ben 4 figlie femmine.

Destino, casualità, imprevisti, vogliono che ognuna di esse si innamori e sposi un uomo di origini e religione diversa. Claude e Marie, che dal primo matrimonio appaiono tolleranti e aperti, iniziano man mano a evidenziare difficoltà nell’accettare questo strano “melting pot” familiare, soprattutto Claude, francese nazionalista al midollo.

Quando l’ultima figlia annuncia di voler sposare un cattolico, a loro sembra che tutto rientri alla normalità: in realtà il ragazzo  (seppur bellissimo e innamoratissimo) è ivoriano.

L’incontro con i cosiddetti consuoceri scatenerà tutta una serie di situazioni al limite del paradosso, che sì fanno ridere lo spettatore ma anche riflettere.

Non ci sono pregiudizi in questo film anzi: proprio  perché francesi, ci viene presentata una società dove l’ebreo, il musulmano e l’asiatico hanno origini e tradizioni diverse (la cena di Natale è un’odissea!) ma tutte, nel rispetto l’ una dell’altra, possono convivere insieme; l’impatto con la famiglia ivoriana, il cui patriarca è una sorta di razzista al contrario farà esplodere questo equilibrio precario

Christian Clavier (che in Italia conoscevamo solo per il suo ruolo ne “ I visitatori!) è assolutamente imperdibile e realistico nel ruolo di un papà amorevole ma anche convinto delle sue idee: la sua affermazione “Non accetto che mi sia dia del razzista! Ricordo a tutti che su 4 figlie ne ho regalate 3 a uomini figli di immigrati!” rivela l’intolleranza mascherata da correttezza politica.

La prima videochiamata con il consuocero ivoriano è tutta una serie di botta e risposta sui tradizionali stereotipi francesi che fanno letteralmente piegare in due dal ridere: “C’è poco da mangiare  nel piatto di un bianco!” o più avanti nel film “Papà, cerca di sorridere!”- “Mi hai preso per Eddy Murphy???”.

Anche se lontano da forti ragionamenti sulle migrazioni, il film però offre interessanti spunti di riflessione; i vari mariti delle figlie sono belli, colti e integrati ma se spinti a convivere forzatamente (tipo i pranzi di famiglia) le differenze scoppiano.

Questo film è stato campione di incassi in Francia e capiamo bene perché: in poco più di un’ora e mezza ci fa capire come sia difficile a volte accettare “l’altro diverso da me”, e questo per i nostri vicini d’oltralpe, da sempre ultra nazionalisti, rivela una grande capacità di apertura mentale (vedi anche la reazione agli attentati terroristici del 2015).

Conclusione: “Non sposate le mie figlie” il film

  • Per chi vuole ridere ma con una riflessione dolce amara su quanto siamo disposti ad accettare lo straniero.
  • Per avvicinarsi alle commedie francesi.
  • Per capire di più lo strano nazionalismo francese (ricordiamoci che hanno una nazionale di calcio quasi tutta di origini dalle ex colonie ma nessuno fa cori razzisti……….)

Recensito da Meg