“Appuntamento in terrazzo” recensione

“Appuntamento in terrazzo” recensione del libro della Kinglsey fatta da Anna Leone.

Come già accennato nel mio articolo sulle ultime uscite librose, ho avuto la gioia di leggere questa novella di Felicia Kingsley e sono lieta di presentarvi in modo più approfondito quest’opera assieme alla mia recensione.

 

"Appuntamento in terrazzo" recensione

TRAMA

“Rimanete a casa, rimanete a casa”, si sente urlare dagli altoparlanti delle uniche auto che circolano per le strade deserte di Milano. La vita congelata nel momento del lockdown ha colto tutti impreparati. Ma alcuni di più.

È il caso di Alex che, nel momento in cui il Governo annuncia la quarantena nazionale, si ritrova in isolamento con quella che da poche ore è diventata la sua ex, l’ultima persona con cui vorrebbe condividere l’aria. A distanza di una parete, nell’appartamento accanto al suo, c’è Didi, tornata a casa dei suoi per una breve visita, rimasta ostaggio della sua chiassosa famiglia: una madre complottista dipendente dai social, un padre drogato di lavoro che ha trasformato la casa in un ufficio, una sorella diciottenne aspirante influencer con cui è costretta a dividere la camera e un nonno nostalgico. Per Alex e Didi la situazione è soffocante e, privati dei propri spazi, non resta loro che un posto per trovare un attimo di pace: il terrazzo. Le vite di Alex e Didi s’incrociano in un momento di emergenza e, quello che nasce come un incontro inaspettato, diventa un piacevole appuntamento quotidiano. È possibile che un’amicizia nata in una situazione ai limiti del reale possa trasformarsi in qualcosa di più? 

“APPUNTAMENTO IN TERRAZZO” RECENSIONE

“Se ci pensi, passiamo la vita nell’attesa di qualcosa, perdendoci tutto quello che c’è in mezzo. Poi, momenti come questi, che ti obbligano a metterti in pausa, ti fanno rendere conto che quando hai la vita in mano devi smettere di aspettare che sia venerdì, che arrivi l’estate, che squilli il telefono, che ciò che non ci piace cambi. La felicità la conquisti quando smetti di aspettare e ti prendi il meglio dell’attimo che stai vivendo»”

Cosa ne penso in una sola parola?

Un gioiellino delizioso!

Ah, sono due, chiedo scusa!!

Con questa commedia simpatica e divertente e per nulla scontata, Kingsley si è davvero superata: personaggi delineati alla perfezione, nitida fotografia della situazione socioculturale del nostro paese e  se non fosse stato per alcuni miei problemi tecnici, lo avrei fatto fuori in massimo due serate!

Apprezzo moltissimo la ricerca che c’è dietro e che si intuisce da quasi subito che l’autrice si è ben informata. Per me far ridere e intrattenere non è assolutamente antitetico a offrire un certo spessore nei contenuti, appunto facendo precedentemente un bel lavoro di documentazione, offrendo al lettore quindi non solo qualche ora di “evasione” – e di questi tempi ne serve proprio tanta in ogni senso! – ma anche un minimo di “crescita”.

Un libro che ti lascia il sapore dolce, ma anche una bella soddisfazione dopo averlo letto. Ne vorresti di più.

Mi è piaciuto tantissimo il fatto che fosse ambientata in Italia e soprattutto poi in un momento particolare come il presente.

Alcune parti, come nelle due battute di Alex che riporto qui sembrano proprio dar voce ad alcuni miei pensieri:

 “Prenderla in giro in dialetto è una delle cose che mi è sempre piaciuto fare, un po’ per vendetta nei suoi confronti quando mi stordisce con i suoi inglesismi non necessari. Io l’inglese lo parlo, forse anche meglio di lei, ma lo uso per lavoro o in contesti dove è necessario, non per far vedere agli altri quanto sono figo e fingere competenze che non ho.”

“Fumavo. Una delle cazzate che inizi a fare alle superiori per giocare all’adulto, al nichilista, solo perché le persone ti ricordino per qualcosa, visto che probabilmente non sei altro che un piccolo stronzo egoriferito senza personalità.”

Come anche altre esternazioni di Didi:

“Vuoi sapere in cosa credo? Eccoti servito: credo che un piccolo gesto fatto da tante persone possa cambiare le cose. Non subito, non nell’immediato, ma le cambieranno e io voglio fare la mia parte».

Mi hanno divertito, tra le varie cose, anche il nonno, il papà stacanovista, ancor più lavorando da casa e trovo il personaggio della mamma credulona davvero troppo forte:

“«[…] Il virus è un complotto, è solo una copertura inventata dalla mafia delle comunicazioni per mascherare gli effetti dannosi generati dalle onde radio delle antenne del 5G![…]”

Unica nota negativa – non sarei io se non ce ne fosse almeno una!- ho notato qualche piccolo refuso qua e là.

Bellissimo il gesto di donare i proventi a favore di un ospedale: spero di cuore che il libro venderà tantissimo per supportare questo gesto nobile!

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In conclusione, spero di esser riuscita a trasmettere a pieno il mio grande entusiasmo per questa opera che merita davvero tanto e di cui quindi consiglio decisamente la lettura!

E ora ci toccherà aspettare la prossima, eh!

Come sempre, buona lettura a tutti!

Anna