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Recensione film “SCUSATE SE ESISTO”

Recensione film “SCUSATE SE ESISTO” a cura di Meg

Recensione film "SCUSATE SE ESISTO"
Locandina con il solo scopo illustrativo

Film Anno 2014 – di Riccardo Milani

Durata 106’

Trama

Serena è un architetto dal talento straordinario. Dopo una serie di successi professionali all’estero, ha deciso di tornare a lavorare in Italia, perché ama il suo paese. Nell’avventurosa ricerca di un posto di lavoro si trova di fronte a una scelta folle, farsi passare per quello che tutti si aspettano che lei sia: un uomo… o così pare. Nel frattempo incontra Francesco. Bello e affascinante. Il compagno ideale. Se non fosse che a lui non piacciono le donne… o così pare. Tra Serena e Francesco nasce un rapporto intenso e diventano la coppia perfetta… Pronti a tutto pur di darsi una mano saranno costretti a condividere segreti e inganni perché a volte, per essere davvero se stessi, è meglio fingersi qualcun altro!

Recensione

Questo film è un piccolo gioiello e vale assolutamente la pena vederlo, perché, otre a prendere spunto da una vicenda vera, racconta quello che siamo come paese Italia.

Una brava Paola Cortellesi interpreta un architetto (sì, architetto, perché per me la professione di una persona non ha genere) di talento che, dopo una brillante carriera in giro per il mondo, decide e sceglie di tornare in Italia.

Ma il bel Paese non solo non riconosce le sue competenze, relegandola a fare tre lavori diversi e sottopagati, quanto ribadisce chiaramente che per le donne non c’è spazio nel mondo del lavoro: “al massimo ci metteranno a scegliere tende e piastrelle”, le dice una collega ad un colloquio di selezione.

Da qui la decisione di fingersi un uomo, giocando sull’equivoco del suo nome e cognome e che la porterà a rendersi davvero conto non solo di cosa vuole nella vita ma che essere coerenti con se stessi è davvero ciò che conta.

E la coerenza è anche ciò che caratterizza un comprimario Raoul Bova, che interpreta Francesco, incapace di confessare la sua omosessualità, o la famiglia abruzzese, sempre eccessiva nelle sue esternazioni di affetto ma presente con sostegno incondizionato, o lo spietato e superficiale capo, un sempre sardonico e calzante Ennio Fantastichini.

E’ anche un film sull’amicizia e di come trascenda la sessualità tra uomo e donna, perché Serena e Francesco condividono successi e fallimenti, accettandosi con i loro limiti, al di là delle apparenze. La coppia cinematografica Bova-Cortellesi, già presente in altre pellicole, conferma quell’alchimia recitativa capace di coinvolgere lo spettatore e non risultare inadeguata su un tema come discriminazione lavorativa.

Un film anche amaro, perché mostra quanto in Italia le capacità e le vere competenze non siano mai apprezzate a discapito di interessi personali: il progetto “Kilometro Verde”, infatti, è ancora irrealizzato dal 2015.

Consigliatissimo.

Meg

Sono Meg, appassionata cultrice di cinema e serie TV, ho sempre amato il cinema fin da piccola, quando con la mia mamma vedevo i classici film della Hollywood di una volta, che facevano sognare grandi storie con protagonisti forti e determinati. Mi piacciono tutti i generi, anche quelli brutti perché ritengo che il cinema sia arte come la pittura e la scrittura: seguitemi qui sul sito, dove vi parlerò di un po’ di tutto, da film già visti a quelli nuovi, da quelli sempre proposti dai palinsesti TV a quelli di nuova uscita sulle reti via cavo, dai “filmbrutti” ai “bruttifilm”, dalle serie più viste alle meno note.

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