“Legate da un sottile filo rosso”

Recensione del libro “Legate da un sottile filo rosso” di Anna Silvia Angelini edito Bertoni Editore.

"Legate da un sottile filo rosso"



“Legate da un sottile filo rosso”

«La parola femminicidio Indica il motivo per cui una donna è stata uccisa. Una donna uccisa durante una rapina non è un femminicidio. Sono femminicidi le donne uccise che si rifiutano di comportarsi secondo le aspettative che gli uomini hanno delle donne.»

 

 

La recensione

“Legate da un sottile filo rosso” di Anna Silvia Angelini è un libro potente, uno di quelli che dovrebbe essere in ogni casa.
É un libro che va letto perchè raccoglie delle testimonianze importantissime, testimonianze di donne che hanno subito violenza e che ne sono uscite, Testimonianze che fanno venire la pelle d’oca per quanto l’uomo sia capace di brutalità e di oppressione, di atti violenti e di privazioni, di lavaggio della mente vero e proprio che fa sentire la vittima l’unica colpevole.

Anna Silvia si occupa con dedizione al tema della violenza sulle donne, da queste pagine traspare la sua preparazione e la sua voglia di urlare al mondo questa terribile realtà, ancora troppo sottovalutata, ancora troppo veritiera.

La sua pena è delicata, rispettosa. Ogni donna intervistata dall’autrice mantiene l’anonimato e si racconta. Raccontando il loro vissuto e il loro ritorno alla vita si capisce quanto sia difficile liberarsi da quelle catene invisibili e di quanto le famiglie apparentemente perfette, spesso, nascondono dei mostri.

Consiglio la lettura a ogni donna e ad ogni uomo.

L’autrice dice “Bisogna educare all’amore”, e non c’è nulla di più vero.

 

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