Recensione del libro “L’autore scomparso”

Recensione del libro “L’autore scomparso” di Massimiliano Cammarata disponibile anche sul sito Feltrinelli.it

TRAMA

Ambientato a Catania, il romanzo mette in primo piano due vicende parallele, quelle di Teresa Sorrentino e di Claudio Fassari. Due vicende inizialmente, e all’apparenza, slegate ma che sembrano presto destinate a incrociarsi. Teresa, piacevolmente colpita da una canzone ritrovata, cerca il suo autore, un ragazzo che glie l’aveva dedicata cinque anni prima, che lei non vede da tempo e non sa proprio come rintracciare. Claudio, da poco rientrato nella sua città dopo aver lavorato fuori per sei mesi, cerca di ricostruire la sua vita e riprendere qualche amicizia trascurata. Il resto non è per nulla secondario e ci presenta una terza vicenda: quella di Enrico Vinci, amico di Claudio. Una storia intensa e movimentata, a tratti divertente e a tratti drammatica, che ci mostra uno spaccato di vita realistico nonché una realtà senza né filtri e né maschere. Una realtà a tratti spietata, amara, beffarda, dove salvarsi è solo una possibilità, non una certezza. Un racconto che mette in primo piano l’animo umano: tra conflitti interiori, contrasti, sentimenti, instabilità, colpi bassi, debolezze, illusioni e delusioni.

RECENSIONE

Diversi protagonisti che si incontrano e le cui vite risultano intrecciarsi fino alla fine del libro.
“L’autore scomparso” narra la storia di Teresa e Claudio ma non solo la loro, narra anche la storia di Enrico, Monica, Vincenzo, Michele e in più c’è un misterioso autore di una canzone che è sparito e di cui non si ha più traccia.

Intrecci che portano a risvolti inaspettati nel corso della storia e che ci fanno vedere il vero volto dei personaggi.
Nessun personaggio è così genuino e buono, vengono fuori i caratteri più bizzarri e spietati, caratteri che nessuno si aspetterebbe e vi sono anche risvolti di vita non detti, segreti e sotterfugi.
Tra i personaggi che non ho sopportato molto vi sono Vincenzo ed Enrico, quest’ultimo ha avuto un cambiamento e un risvolto che non mi aspettavo, seppur fosse stato strano fin dall’inizio.
Monica invece, seppur inizialmente mi irritava, sono riuscita ad apprezzarla di più verso metà-fine storia.
Teresa è il personaggio forse più particolare in quanto è come se vivesse una doppia vita nel suo studio d’arte e anche qui abbiamo dei risvolti.

Il libro è strutturato in maniera tale da aggiungere anche i pensieri dei personaggi in corsivo, in questo modo potremo addentrarci all’interno dell’animo e dei sentimenti più profondi di ognuno dei protagonisti.
La scrittura è molto diretta e senza mezzi termini, l’autore ha dato vita alla realtà umana, quella vera e che possiede una doppia faccia. Vi sono anche parecchie scene esplicite che rafforzano il concetto di realtà.
Non è tutto rose e fiori come sembra nei libri, questo infatti, da ciò che ne ho dedotto, è un libro che ha voluto dare spazio a una verità nascosta: quella degli uomini, delle donne e dei loro istinti primordiali che guidano ogni decisione pensando solo dopo alle conseguenze.

Altro punto a favore è la musica che unisce le persone e che fa da filo conduttore dall’inizio.


Lettura consigliata!
Arianna

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