Intervista all’autrice Federica Scamporrino

Intervista all’autrice Federica Scamporrino in merito al suo libro “Dialoghi dal mito: parole di donne greche” edito da Kimerik Editore.

TRAMA

Sulla scia dei Dialoghi con Leucò pavesiani, da cui ha preso ispirazione e a cui è molto affezionata per la perfezione con la quale descrivono l’inquietudine tipica dell’esistenza umana attraverso i personaggi del mito, Federica Scamporrino ha dato voce in quest’opera alle eroine greche. Ha scelto come interlocutore principale una delle Moire, Lachesi, colei che assegna a ognuno la sorte. Ed è proprio attorno al caso-caos del destino che è stato stabilito per ciascuna donna interpellata, che ruotano gli eventi più significativi delle loro esistenze.

 

INTERVISTA

  • Ciao e benvenuta su onlybookslover.it.
    Parlaci del tuo libro “DIALOGHI DAL MITO: Parole di donne greche”!
    Come è arrivata l’idea?
    L’idea nasce dopo la pubblicazione della mia prima raccolta poetica “Haiku dal Mito – Storie di donne greche”, sentivo di poter ancora sperimentare andando oltre la forma estremamente breve dell’haiku giapponese e quindi ho deciso di passare al dialogo prendendo ispirazione dai “Dialoghi con Leucò” di Pavese in cui gli eroi del mito dialogano con Leucotea e si interrogano sulla loro sorte. Nel mio caso ho scelto le stesse figure femminili del mito e del teatro greco di cui avevo tracciato i contorni in poesia facendole dialogare con Lachesi, una delle Parche.

  • Cosa ci dobbiamo aspettare da questa storia?
    Le loro storie sono già ben strutturate e consolidate nel mito, io ho cercato di raccontarle dalla mia personale prospettiva intrecciando anche alcune figure femminili che ho incontrato nel mio percorso di vita e che mi hanno segnato sia positivamente sia negativamente. Il lettore è, di conseguenza, libero di interpretare in chiave personale e soggettiva quanto ho scritto concordando o meno con le mie parole oppure di dare una chiave di lettura tradizionale restando nella dimensione propriamente mitica.

  • Quanto c’è di vero nel tuo libro?
    Di reale c’è un sottile strato da me vissuto che solo chi mi conosce strettamente può individuare e riconoscere: il resto è destinato all’interpretazione soggettiva del singolo lettore.

  • Come è arrivata la scelta del titolo?
    Come detto precedentemente, il titolo è la naturale conseguenza della raccolta poetica “Haiku dal mito” e rispecchia la forma dialogica scelta per questa seconda opera.

  • Un autore/autrice che ti sta particolarmente a cuore e perché.
    Sicuramente sono molto legata ai Dialoghi con Leucò di Pavese perché si tratta di un’opera in grado di fornire sempre risposte valide e consolazione sincera quando mi rifugio in essa. Inoltre ho particolarmente a cuore I miserabili di Victor Hugo e in generale tutta la sua produzione letteraria per la perfezione che l’autore è riuscito a raggiungere nel delineare la vastità dell’animo umano.

  • Ci parli un pochino delle donne a cui fai riferimento?
    Le donne che ho scelto sono per lo più le protagoniste delle tragedie classiche di Eschilo, Sofocle ed Euripide: le ho immaginate come tratti della stessa personalità femminile, lati simili o contrapposti che considerate insieme formano il complesso animo di una donna. Madri che sacrificano la loro vita per amore o uccidono i loro figli per vendetta, come nel caso di Alcesti e Medea; streghe che governano il destino ma restano comunque invisibili e sole (Circe); suocere deluse e cognate infelici (Ecuba e Andromaca); figlie vittime di inganni e sacrifici o condannate alla sofferenza (Ifigenia e Cassandra); mogli vittime della sorte o succubi del desiderio come Giocasta e Fedra. In alcune di loro ho rivisto alcune esperienze vissute o donne conosciute.

  • Stai parlando a un lettore che ancora non ti conosce, perché dovrebbe leggerti?
    Mi piacerebbe con quest’opera arrivare a chi sa poco del mito greco in modo da avvicinare il lettore ad un argomento affascinante e universale: il mito è sempre manipolabile e modellabile ed è questo che ho provato a fare aggiungendo il mio personale punto di vista.

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