“Espiazione” la recensione del film

“Espiazione” la recensione del film scritta da Meg per la rubrica “film e serie tv”

 

"Espiazione" la recensione del film

Anno 2007 – diretto da Joe Wright

Quanto pesa una bugia nella nostra vita, seppure abbiamo mentito perché spinti da un sentimento ingestibile come la gelosia? E’ questo il tema del romanzo “Espiazione” di Ian McEwan da cui è tratto questo film vincitore di un Oscar, due Golden Globe e due Batfa.

Ma che vuole dire espiazione? Pagare per i nostri peccati? E quali sono i nostri peccati? Chi ha la facoltà oggettiva di dirci cosa è giusto o cosa è sbagliato se abbiamo agito in preda ad una spinta emotiva senza controllo quale la gelosia?

La storia è ambientata nel 1935 nella tenuta dei Tallis prima – quando Cecilia e Robbie scoprono il loro amore – e nel 1940 poi, quando i due sono separati e anche l’ambientazione si divide tra Francia e Inghilterra, dove la guerra infuria e dove invece incalza ma deve ancora arrivare.

Briony Tallis, ragazzina dalla fervida e morbosa immaginazione, terribilmente egocentrica, una sera d’estate crede di aver visto Robbie violentare la cugina mentre in realtà ha visto Cecilia e Robbie avere un intenso rapporto intimo nella biblioteca di casa: questa sua rivalsa, ripicca, rappresaglia costerà il carcere al giovane e poi l’arruolamento alla viglia del secondo conflitto mondiale

L’inquietante sguardo di Briony (qui interpretata benissimo da Saoirse Ronan) rivela subito segni di crudeltà emotiva, di pregiudizio sociale, di invasiva gelosia per la sorella Cecilia, impersonata da Keira Knightley (indimenticabile il suo abito verde e la sua proverbiale magrezza).

Così, nel 1940, troviamo Robbie in Francia, deciso a imbarcarsi a Dunkirk per tornare dalla sua amata; Cecilia è invece diventata un’infermiera, e Briony a sua volta ha rinunciato al college per svolgere lo stesso mestiere perché non riesce a liberarsi dal senso di colpa per aver rovinato la vita a Robbie. In uno dei flashback in questa seconda parte del film capiamo che tutto è successo solo perché la piccola Briony era innamorata di Robbie, un aitante e malinconicamente perfetto James McAvoy: e questo porta lo spettatore ad accogliere quasi sadicamente le parole della caposala alla diciottenne: “Qui non c’è nessuna Briony! Qui c’è solo Infermiera Tallis!”.

Lo sguardo distorto di una ragazzina dalla fin troppo fervida immaginazione (il ticchettio della macchina da scrivere ci accompagna per tutto il film come un sottofondo) si riflette su una vita intera e non basta il suo tentativo di riscattarsi scrivendo un romanzo con un finale ideale che regali speranza. Quando nell’immaginaria scena dell’incontro nell’appartamento di Cecilia, l’occhiata di Briony alla vista della profondità del legame tra Robbie e la sorella rivela che forse finalmente ha capito che non può ostacolare quello che è un vero amore, subito ricompare sul suo viso l’immagine di meschinità e indifferenza che ritroviamo nella magistrale presenza di Vanessa Redgrave nel finale.

Sempre inquietante e perversamente bravo Benedict Cumberbatch, personaggio corale, nel ruolo del miliardario americano che davvero violenta la cugina quindicenne ma poi la sposa.

Ho visto solo due volte questo film (la seconda per questa recensione) ed entrambe le volte mi ha preso dall’inizio alla fine: non è la solita storia d’amore tragica ma un viaggio attraverso i sentimenti, quelli buoni, quelli cattivi, quelli che mai penseremmo di provare e ogni volta mi sono chiesta: chi dovrebbe volerci bene senza se e senza ma, quanto è disposto a farci del male nel suo egoismo?

Conclusione: “Espiazione” la recensione del film

  • Se volete conoscere un po’ di più sui romanzi di Ian McEwan, davvero particolari
  • Se volete vedere un film impegnativo ma assolutamente da soli
  • Per una Keira Knightley ai tempi della sua massima bravura nel suo sguardo: “Ti amo, ti prego ritorna da me!”