Ti è mai capitato di andare a fare una ricarica “al volo”, magari in contanti, e di sentirti rispondere con una richiesta in più, un controllo, o un “oggi non si può”? In questi mesi sta succedendo più spesso, e il motivo non è un divieto totale sulle carte prepagate, ma una serie di regole nuove che rendono alcune operazioni, prima semplicissime, molto meno “automatiche”.
La “novità” che sembra un divieto, ma non lo è
La frase che sta facendo discutere è questa, stop alle operazioni “anonime”. Tradotto nella vita reale, l’operazione comune che viene di fatto limitata è la ricarica in contanti fatta senza adeguata identificazione e senza una tracciabilità chiara, anche per importi non altissimi.
Non significa che non potrai più ricaricare una Postepay, una Carta Acquisti o un’altra prepagata. Significa però che:
- i limiti per singola ricarica possono essere più bassi rispetto al passato
- è più frequente l’obbligo di documento e controlli anche su cifre modeste
- alcune ricariche possono essere rifiutate o sospese se l’operazione risulta “anomale” per frequenza, importo, provenienza
In pratica, la ricarica “senza domande” diventa sempre più rara.
Perché stanno stringendo, la parola chiave è sicurezza
Il contesto è chiaro, negli ultimi anni le frodi legate ai pagamenti digitali sono cresciute, e le prepagate sono spesso nel mirino perché più rapide da usare e ricaricare.
Nel 2025, secondo diverse ricostruzioni circolate nei report di settore e nelle segnalazioni, si parla di oltre 28.000 segnalazioni alla Polizia Postale legate a messaggi ingannevoli, finti blocchi account, richieste di “verifica identità”. È il classico phishing, e funziona proprio perché spinge la persona a fare un’azione immediata.
Le nuove regole, in sostanza, cercano di aumentare tracciabilità e controlli, così da rendere più difficile l’abuso.
Cosa cambia dal 2026, in concreto
Qui è utile dividere le novità per “momenti” d’uso, ricarica, prelievo, pagamenti online.
1) Carta Acquisti, soglie ISEE più alte (buona notizia)
Dal 1° gennaio 2026 le soglie ISEE vengono riviste al rialzo per tenere conto dell’inflazione e ampliare la platea:
- 8.230,81 euro per anziani 65-70 anni e genitori di bimbi sotto i 3 anni
- 10.974,42 euro per over 70
Questa non è una stretta, è un allargamento dei requisiti.
2) Ricariche in contanti, più vincoli e controlli
Qui arriva la parte che molti interpretano come “divieto”:
- limiti più rigidi per singola operazione (a seconda dell’emittente e del canale)
- richiesta più frequente di documento e registrazione dell’operazione
- attenzione a ricariche ripetute in breve tempo, perché possono far scattare blocchi temporanei
3) Prelievi e trasferimenti, meno “libertà totale”
Alcune prepagate avranno verifiche più strette su:
- frequenza dei prelievi e pattern insoliti
- trasferimenti tra privati, con possibili limiti annuali più bassi o controlli aggiuntivi
- operazioni dall’estero o in contesti “fuori abitudine”, che possono attivare misure di sicurezza
4) Pagamenti online, addio anonimato e più controlli tecnici
Un altro punto che crea confusione è quando un pagamento non passa su certi siti:
- stop o forte riduzione dei pagamenti anonimi
- maggiore diffusione di protocolli come 3D Secure, se una carta non è abilitata o se il sistema rileva rischio, la transazione può essere rifiutata
Il quadro più ampio, controlli anche su POS e bonifici
Dal 2026, con decorrenze operative che possono slittare di qualche settimana, si rafforza anche il collegamento tra POS e registratori telematici per i controlli fiscali. E già dal 2025 si sono intensificate verifiche rapide nome-IBAN nei bonifici e una maggiore trasparenza sulle commissioni bancomat.
Non è “contro le prepagate”, è un trend di compliance UE e tutela dell’utente.
Come evitare blocchi e brutte sorprese
Se usi una prepagata ogni giorno, ecco le abitudini che riducono problemi:
- Fai ricariche più “lineari”, meno frammentate, evitando molte micro ricariche ravvicinate.
- Tieni pronti documento e dati aggiornati presso l’emittente.
- Per l’online, attiva dove possibile 3D Secure e notifiche in tempo reale.
- Se ricevi SMS o email allarmistiche, non cliccare, blocca la carta e segnala.
La risposta alla domanda implicita è questa, non stanno vietando l’uso quotidiano delle prepagate, stanno rendendo molto più difficile l’operazione “comoda” ma opaca, soprattutto la ricarica in contanti senza tracciabilità. Per i dettagli, però, la regola finale è sempre quella più concreta, controlla le condizioni aggiornate del tuo emittente (Poste Italiane o la tua società di pagamento), perché limiti e procedure possono cambiare da carta a carta.




