Ti è mai capitato di arrivare al bancomat con la testa altrove, infilare la carta e pensare “tanto è una cosa veloce”? Anch’io lo facevo, finché non ho iniziato a notare quanto un gesto così automatico possa diventare, in certe condizioni, un piccolo punto cieco della nostra sicurezza. Il problema non è vivere nel sospetto, è sapere cosa può succedere davvero, e adottare due o tre abitudini che cambiano tutto.
Cosa può succedere mentre prelevi (anche se fai tutto “bene”)
Quando prelevi, i rischi principali si muovono su due piani, la frode e l’aggressione. E spesso non te ne accorgi subito.
1) Skimming e shimming, la clonazione che nasce in silenzio
Il classico scenario è questo: sul lettore della carta o sulla tastiera viene applicato un dispositivo che cattura i dati e, in alcuni casi, anche il PIN tramite microcamere o sovrapposizioni della tastiera. È il mondo dello skimming, e la sua variante “shim” può essere ancora più discreta perché si inserisce dentro la fessura.
Segnali tipici da notare:
- lettore “più spesso” del normale, o che si muove se lo tocchi
- tastiera che scricchiola, è rialzata, o sembra incollata
- piccoli fori o elementi insoliti sopra lo schermo (possibili microcamere)
2) Attacchi fisici agli sportelli
Non riguarda direttamente il tuo prelievo, ma cambia il contesto: gli ATM possono essere oggetto di attacchi esplosivi o scassi, con numeri in aumento riportati in diverse analisi di settore. Questo significa che alcune postazioni isolate o poco controllate diventano più “interessanti” per chi cerca vulnerabilità, e spesso la sicurezza dell’area ne risente.
3) Rapine e pedinamenti dopo il prelievo
Qui la dinamica è semplice e, proprio per questo, pericolosa: qualcuno osserva, capisce che hai contanti, ti segue per pochi metri, e sceglie il momento più comodo. Il rischio cresce:
- di notte
- in luoghi isolati
- quando l’ATM è in strada e non in una zona vigilata o interna
4) Intercettazione e attacchi alla rete
Esistono anche minacce più “digitali”, come tentativi di intercettazione dei dati scambiati dall’ATM o manomissioni di sistemi. Non è la truffa più comune per il singolo cittadino, ma è uno dei motivi per cui conviene usare sportelli di banche note, ben illuminati e frequentati, dove i controlli sono più regolari.
La protezione più efficace: 60 secondi prima e dopo il prelievo
La parte interessante è che le difese migliori sono piccole e ripetibili, quasi un rituale.
Prima di inserire la carta
- Guarda e tocca: lettore e tastiera devono essere solidi, uniformi, senza parti “aggiunte”.
- Controlla l’ambiente: se qualcuno è troppo vicino o ti osserva, interrompi.
- Preferisci ATM interni: dentro filiali, centri commerciali, aree sorvegliate.
Mentre digiti il PIN
- Copri sempre la tastiera con la mano libera.
- Non farti distrarre da chi ti parla o ti “aiuta”.
- Ricorda che il PIN è personale, e non va condiviso mai, nemmeno per scherzo.
Un dettaglio rassicurante: molte carte con chip e circuito BANCOMAT adottano meccanismi che limitano i tentativi di inserimento del PIN, rendendo poco realistico “indovinarlo” a forza.
Subito dopo il prelievo
- Metti via il contante senza contarlo in vista.
- Riponi la carta e chiudi la sessione (seleziona “fine” e attendi la schermata neutra).
- Se percepisci di essere seguito, entra in un luogo affollato e chiedi aiuto.
App e operazioni online, utili ma non magiche
Usare l’app BANCOMAT o l’app della banca è comodo, però la sicurezza dipende anche da te:
- installa solo aggiornamenti dagli store ufficiali
- attiva notifiche e limiti di spesa/prelievo, se disponibili
- diffida da messaggi che chiedono codici o conferme urgenti (classico phishing e social engineering)
“La carta a chip non si clona”, quindi posso stare tranquillo?
La tecnologia a chip è progettata per rendere la clonazione molto difficile, e ci sono studi e certificazioni citate anche in ambito accademico. Ma la vera verità pratica è questa: la frode spesso passa da furto, smarrimento, PIN carpito, o distrazione. Quindi sì, il chip aiuta molto, ma la tua attenzione resta l’ultimo, decisivo strato di difesa.
Se interiorizzi queste abitudini, il bancomat torna a essere quello che dovrebbe: un gesto rapido, e finalmente senza brutte sorprese.




