In arrivo nuovi controlli fiscali: cosa guarderà l’Agenzia delle Entrate

Ti è mai capitato di pagare un caffè con la carta e pensare, anche solo per un attimo, “chissà dove finisce questa traccia”? Nel 2026 quella sensazione diventerà più concreta, perché l’Agenzia delle Entrate ha messo in agenda un salto di qualità nei controlli fiscali, più numerosi e soprattutto più mirati, grazie all’uso di intelligenza artificiale e all’incrocio di oltre 200 banche dati interconnesse.

Cosa cambia davvero nel 2026 (e perché ci riguarda tutti)

Il punto non è che “controlleranno di più” in modo generico. Il punto è che controlleranno meglio, cercando discrepanze tra ciò che dichiari e ciò che risulta dalle operazioni effettive: pagamenti, incassi, patrimoni, bonus, immobili.

E quando la selezione è fatta da sistemi che imparano dagli schemi ricorrenti, la sensazione è quella di una lente che mette a fuoco proprio dove prima c’era sfocatura.

I numeri: più verifiche, più controlli formali, più automazione

Nel 2026 sono attesi:

  • 530.000 controlli sostanziali, in aumento rispetto alle 438.000 verifiche del 2024
  • 600.000 controlli formali sulle dichiarazioni
  • 395.000 controlli automatizzati basati su AI, di cui 320.000 gestiti direttamente e 75.000 dalla Guardia di Finanza

Tradotto in parole semplici, la probabilità di essere “intercettati” cresce, ma cresce anche la capacità di individuare profili davvero anomali, riducendo (almeno nelle intenzioni) i falsi allarmi.

Dove guarderà l’algoritmo: le aree sotto osservazione

Qui la domanda è sempre la stessa: “che cosa può farmi finire nel radar?”. Le aree più calde sono abbastanza chiare.

1) Flussi bancari e pagamenti digitali incoerenti

Ogni transazione tracciata può essere confrontata con ciò che risulta fiscalmente: corrispettivi, scontrini, fatture, incassi. Anche microspese e microincassi, messi insieme, possono far emergere pattern strani, per esempio incassi frequenti non coerenti con il settore o con i ricavi dichiarati.

2) Profili “a rischio” per incoerenza di vita e reddito

Non serve immaginare scenari da film. Spesso si tratta di segnali semplici:

  • Partite IVA con indici di affidabilità bassi (commercianti, artigiani, professionisti)
  • Redditi modesti con affitti elevati
  • Nuclei familiari con spese importanti rispetto al reddito dichiarato
  • Gap tra dichiarazioni 730 e movimenti bancari

3) I “casi di scuola” di benessere evidente

Immobili di pregio, auto costose, spese compatibili con un tenore di vita alto, ma redditi dichiarati molto bassi o nulli. Qui il focus è l’incoerenza, non il possesso in sé.

4) Conti deposito e incrementi patrimoniali

Gli incrementi non spiegati, o gli interessi che non tornano con quanto risulta in dichiarazione Irpef, sono un’altra area tipica di analisi.

5) Bonus edilizi, immobili e dati catastali

Negli ultimi anni sono partite decine di migliaia di lettere di compliance legate a agevolazioni come il Superbonus 110% e altre detrazioni. Nel 2026 continuerà l’attenzione su:

  • immobili non dichiarati
  • dati non aggiornati in catasto
  • incoerenze tra lavori agevolati, rendite e dichiarazioni

Gli strumenti: AI, incrocio dati e selezione più “intelligente”

La novità non è solo l’automazione, è il modo in cui viene fatta: modelli di machine learning e analisi delle reti di operazioni aiutano a capire “chi assomiglia a cosa”, trovando correlazioni che un controllo manuale farebbe fatica a vedere su larga scala.

E la traiettoria è chiara: integrazione crescente con app di pagamento (come Satispay, Apple Pay) e, entro il 2027, anche con un monitoraggio più strutturato di operazioni legate alle criptovalute.

Come prepararsi senza ansia: 5 mosse pratiche

  1. Allinea conti e documenti: incassi, fatture, scontrini, ricevute, tutto deve raccontare la stessa storia.
  2. Controlla la coerenza tra spese ricorrenti (affitto, rate) e reddito dichiarato.
  3. Se hai una Partita IVA, monitora gli ISA e le anomalie più comuni del tuo settore.
  4. Su immobili e bonus, conserva prove e verifica che i dati siano aggiornati, soprattutto se hai fatto lavori importanti.
  5. Se arriva una compliance, non ignorarla: spesso è un invito a chiarire prima che la situazione si irrigidisca.

In sostanza, nel 2026 non vince chi “si nasconde”, vince chi è coerente. E quando la coerenza diventa misurabile da un sistema che incrocia tutto, diventa anche la forma migliore di tranquillità.

Redazione Books News

Redazione Books News

Articoli: 102

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *