Allerta oro usato: non lo vendere se ti offrono meno di questa cifra al grammo

Ti è mai capitato di aprire un cassetto, trovare una catenina dimenticata, due orecchini spaiati, un anello che non metti da anni, e pensare: “Magari ci esce una bella cifra”? Ecco, proprio lì scatta il rischio. Perché quando l’oro usato vola ai massimi, le offerte “al volo” possono farti perdere soldi veri, e spesso te ne accorgi solo dopo.

La cifra sotto cui non dovresti scendere (soprattutto per il 24K)

A fine gennaio 2026, il punto di riferimento più utile è questo: per l’oro puro 24K (999‰), la quotazione si muove intorno a 135-141 € al grammo. Se qualcuno ti propone meno di 135 €/g per oro dichiarato 24K, nella pratica ti sta chiedendo di accettare una valutazione sotto soglia, e conviene fermarsi, respirare, ricontrollare e chiedere un secondo preventivo.

Perché è una soglia così importante? Perché il 24K è la base di calcolo: tutti gli altri titoli si ricavano in proporzione alla purezza. Quindi se ti “tagliano” il 24K, a cascata ti tagliano tutto.

Quotazioni indicative per caratura (fine gennaio 2026)

Qui sotto trovi una fotografia semplice, utile per orientarti. Sono valori stimati al grammo, prima di costi e spread applicati dagli operatori.

CaratiTitolo (‰)% oro puroValore stimato €/g
24K999100%135-149 €
22K91791,7%130-136 €
18K75075%101-113 €
14K58558,5%75-82 €
9K37537,5%27-42 € (dato meno recente)

Nota veloce: quando senti parlare di carati, stai ascoltando la “lingua” della purezza. E la purezza, qui, è tutto.

L’oro 18K, quello che vendono quasi tutti: cosa aspettarsi davvero

La maggior parte dei gioielli comuni in Italia è in 18K (750‰). Sulla carta, a fine gennaio 2026, vale circa 101-113 €/g. Ma nella realtà, un compro oro applica uno spread per coprire costi, lavorazioni, rischio e margine.

Tradotto in numeri concreti: su 100 grammi di oro 18K, molti pagamenti reali finiscono intorno a 9.500-10.300 €, non perché “ti stanno fregando per forza”, ma perché quello è l’effetto tipico dello spread quando la quotazione corre e il mercato è nervoso.

Perché a gennaio 2026 si parla di massimi e di scelte da non sbagliare

Nelle ultime settimane del mese, il prezzo è salito in modo netto: dal range 118-127 €/g di inizio gennaio per il 24K fino a picchi vicino a 141 €/g. In parallelo, l’oro in dollari ha superato soglie molto alte (oltre 4.600 $/oz), spinto da tensioni globali, cambi valutari e ricerca di “bene rifugio”.

Questa combinazione crea un paradosso: vendere può essere conveniente, ma proprio quando conviene di più aumentano anche le proposte aggressive, con frasi tipo “solo oggi”, “sta scendendo”, “meglio chiudere subito”.

Il mini metodo pratico per non regalare oro

Se vuoi fare una scelta lucida, ti basta una check-list breve:

  1. Identifica il titolo: cerca punzoni tipo 750, 585, 999. Se non ci sono, chiedi test davanti a te.
  2. Pesa bene: usa una bilancia certificata o fatti mostrare peso e tara con chiarezza.
  3. Calcola al volo (stima):
    Valore teorico ≈ grammi × (titolo/1000) × quotazione 24K.
  4. Confronta almeno 2 offerte: la differenza tra operatori, a parità di giornata, può essere sorprendente.
  5. Occhio ai pagamenti: informati sui limiti al contante e preferisci pagamenti tracciabili, sono più chiari e tutelanti.

La risposta che cercavi: quando dire “no”

Se ti offrono meno di 135 €/g per oro dichiarato 24K, stai accettando una base troppo bassa per il mercato di fine gennaio 2026. E se vendi 18K, aspettati una forchetta realistica di 101-113 €/g come valore teorico, con incasso finale spesso inferiore per lo spread, ma non così basso da sembrare “un affare solo per chi compra”.

Il trucco, in fondo, è semplice: non vendere di fretta. L’oro pesa poco, ma le decisioni affrettate pesano tantissimo.

Redazione Books News

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