C’è un momento in cui ti accorgi che i soldi fermi sul conto non “riposano”, si consumano lentamente. E allora inizi a cercare qualcosa di semplice, senza montagne russe, ma con un rendimento che abbia un senso. I nuovi Buoni Fruttiferi Postali (BFP) del 2026, se scelti bene, possono diventare proprio quel compromesso rassicurante tra tranquillità e interesse reale.
Il punto chiave: “massimo rendimento” significa anche “massima pazienza”
Qui arriva la prima rivelazione, quella che spesso nessuno dice chiaramente: il rendimento più alto lo ottieni quasi sempre accettando una durata lunga. Se puoi permetterti di non toccare il capitale per anni, allora puoi puntare ai buoni con crescita progressiva.
Il campione per chi guarda lontano: Buono 3×4
Tra le opzioni più interessanti spicca il Buono 3×4, pensato per chi ama l’idea di salire “a gradini”.
- Interessi riconosciuti a scadenze intermedie (a step)
- Rendimento crescente nel tempo
- Acquistabile online o in ufficio postale
In pratica, dopo 3 anni si parte da circa 1%, poi si sale (1,50% a 6 anni, 2,25% a 9 anni) fino ad arrivare, nel lungo periodo, al picco citato dall’offerta, cioè fino al 5% lordo annuo intorno ai 17-18 anni. È qui che si gioca il “massimo rendimento possibile”, ma solo se ti concedi quell’orizzonte.
Se vuoi rendimento alto ma con orizzonte breve: i buoni “speciali” a 4 anni
Non tutti possono aspettare 12, 17 o 18 anni. Se il tuo obiettivo è un rendimento dignitoso con una scadenza più vicina, allora vale la pena guardare ai prodotti che premiano la “liquidità fresca”, cioè nuovi versamenti.
Buono Premium 4 anni e Buono 100
Sono due soluzioni che, in certe condizioni, arrivano fino a circa 3% lordo a scadenza (in alcune comunicazioni commerciali si parla anche di fasce fino al 3-5% a scadenza, legate a requisiti specifici). Il punto non è solo il tasso, è il vincolo:
- di solito sono riservati a nuovi versamenti su libretti o strumenti collegati
- l’idea è premiare chi porta nuova liquidità, non chi sposta soldi già presenti
Se hai disponibilità da “parcheggiare” con un obiettivo tra 4 anni, sono tra i primi da valutare, sempre verificando requisiti e condizioni aggiornate.
Le alternative di fascia media: quando vuoi equilibrio
Qui entrano quei buoni che non fanno sognare con il numero, ma possono essere coerenti con un piano prudente.
Buono Rinnova 4 anni
Può offrire circa 1,50% lordo a scadenza, ma solo se rientri nelle condizioni, tipicamente legate al rimborso di buoni in scadenza o di alcune soluzioni di risparmio postale attivate in periodi specifici.
Buono 4 anni Plus
Rendimento intorno a 1,25% lordo. Non è “il massimo” in senso assoluto, ma è lineare e facile da capire.
Proteggersi dall’aumento dei prezzi: indicizzato all’inflazione italiana
Se la tua paura è che il rendimento venga mangiato dal carrello della spesa, allora ha senso guardare al buono indicizzato. Qui il meccanismo è diverso: una parte è fissa (circa 0,60%) e una parte segue l’andamento dell’indice dei prezzi, collegato al FOI, cioè l’inflazione misurata sui consumi delle famiglie.
È un’idea semplice: meno “promessa” di tasso alto, più difesa del potere d’acquisto.
Una soluzione tattica: “Per un Buono” a 6 mesi
Per chi ragiona a blocchi brevi, esiste anche il Buono per un Buono 6 mesi, con rendimento intorno a 1,25% lordo sul semestre, spesso collegato a reinvestimenti e a condizioni per chi ha titoli in scadenza. È più uno strumento di gestione della liquidità che un investimento “da lungo periodo”.
Tabella rapida: cosa scegliere in base all’obiettivo
| Obiettivo | Buono più coerente | Perché |
|---|---|---|
| Massimo rendimento nel tempo | 3×4 | Crescita a step, picco fino a 5% lordo nel lungo periodo |
| 4 anni con premio su nuova liquidità | Premium 4 anni / Buono 100 | Tassi più alti, ma con vincoli su nuovi versamenti |
| 4 anni senza sorprese | Rinnova 4 anni / 4 anni Plus | Rendimenti medi, condizioni più “procedurali” |
| Difesa dal carovita | Indicizzato inflazione | Parte variabile legata ai prezzi |
Due dettagli che fanno davvero la differenza: tasse, bollo, ISEE
Prima di decidere “quale comprare”, ricorda questi tre punti, perché impattano sul rendimento reale:
- Tassazione agevolata sugli interessi al 12,50%
- Imposta di bollo: in generale esente fino a certe soglie, poi applicata secondo regole vigenti (verifica la tua situazione sul deposito complessivo)
- Trattamento ISEE: per molte famiglie conta, perché alcuni strumenti non incidono fino a soglie rilevanti (attenzione alle regole aggiornate)
La scelta finale: il massimo rendimento possibile, ma per te
Se vuoi davvero “il massimo”, la risposta è chiara: Buono 3×4, a patto di ragionare in ottica lunga. Se invece vuoi un buon compromesso in 4 anni e hai nuovi versamenti, allora Buono Premium 4 anni o Buono 100 diventano spesso le alternative più aggressive. Il segreto è tutto qui: non cercare il tasso più alto in assoluto, cerca il tasso più alto che puoi rispettare con i tuoi tempi.




