Hai vinto al Superenalotto? Ecco quanti soldi vanno davvero al notaio e perché è necessario

C’è un momento, subito dopo aver controllato i numeri, in cui la testa corre più veloce del cuore. Ti vedi già con la ricevuta in mano, il telefono che vibra, la voglia di dirlo a qualcuno, e insieme una domanda che punge, “E adesso come faccio a incassare senza finire in prima pagina?”. È qui che entra in scena una figura spesso sottovalutata, il notaio.

Il punto che molti scoprono tardi: privacy o identità

Se la vincita è importante, incassare non significa solo “andare a ritirare i soldi”. Significa gestire tempi, documenti, e soprattutto la tua riservatezza.

Per importi superiori a circa 52.000 euro, il vincitore può presentarsi di persona agli uffici del concessionario (come Sisal) entro 90 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale. È una strada perfettamente legittima, ma comporta un fatto semplice e inevitabile: devi rivelare la tua identità a chi gestisce la pratica.

Molti, appena realizzano la cifra, cambiano prospettiva. Non si tratta di diffidenza, si tratta di buon senso: meno persone sanno, meglio è.

Perché il notaio è davvero “necessario”, se vuoi l’anonimato

Il notaio non è obbligatorio per legge per incassare, ma diventa praticamente indispensabile se il tuo obiettivo è l’assoluta riservatezza.

In concreto, cosa fa?

  • Incassa il premio per tuo conto, presentandosi lui con la documentazione necessaria.
  • Ti tutela con segreto professionale, quindi i tuoi dati non diventano argomento di corridoio.
  • Gestisce in modo ordinato la parte burocratica, riducendo errori, fretta e passi falsi.

È un po’ come mettere un filtro tra te e il mondo, una barriera silenziosa che lascia passare solo ciò che serve.

Quanti soldi vanno davvero al notaio (e perché si parla di 1-3%)

Qui arriva la domanda più scomoda, e anche la più cercata: quanto costa?

Nella prassi, la parcella del notaio per l’incasso di una grande vincita è spesso compresa tra 1% e 3% dell’importo lordo. La cosa importante è che questa percentuale è liberamente concordata tra le parti, non esiste una tariffa unica valida per tutti.

Per una vincita lorda di 20 milioni di euro, significa orientativamente:

  • 200.000 euro se si concorda circa l’1%
  • fino a 600.000 euro se si arriva circa al 3%

Ogni volta che leggi cifre molto più alte (tipo 6-10%), prendile per quello che spesso sono: stime confuse o chiacchiere da forum. Le fonti più affidabili, di solito, collocano l’onorario nel range 1-3%.

Il vero “taglio” arriva dalle tasse, non dal notaio

Dal 1° marzo 2020, le vincite sono soggette a ritenuta alla fonte del 20% sulla parte eccedente 500 euro. È qui che la cifra cambia volto.

Esempio pratico su 20 milioni di euro lordi:

VoceImporto
Tasse (20% su oltre 500 euro)3.999.900 euro
Notaio (1-3%)200.000-600.000 euro
Netto stimato15,4-15,8 milioni di euro

Un dettaglio che fa chiarezza: la somma netta comunicata dal concessionario di solito include già le tasse, mentre i costi notarili restano a carico del vincitore, salvo accordi diversi.

Tempi e scadenze: la finestra è stretta, ma prevedibile

Due numeri da tenere incollati in testa:

  1. 90 giorni per riscuotere, altrimenti il premio va allo Stato.
  2. Dopo l’invio dell’IBAN e le verifiche sul tagliando originale, il pagamento arriva in genere entro 45-60 giorni.

Sembra tanto, ma quando sei nel mezzo, tra telefonate e documenti, scopri che è un calendario che scorre in fretta.

Il consiglio più pratico (e più sottovalutato)

Se vuoi dormire tranquillo, l’accoppiata più sensata è:

  • un notaio di fiducia per incasso e riservatezza,
  • un commercialista per pianificare gestione fiscale e finanziaria.

Perché la verità è questa: vincere è un colpo di fortuna, proteggere la vincita è una scelta. E la scelta comincia proprio dal modo in cui la incassi.

Redazione Books News

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