Quante volte hai svuotato un cassetto, trovato un pugno di vecchie monete e pensato, “vabbè, sono solo ricordi”? Con le 200 lire commemorative vale la pena fermarsi un minuto in più, perché quasi tutte valgono poco, è vero, ma alcune varianti specifiche possono trasformare una manciata di metallo in una sorpresa molto concreta.
Perché quasi tutte non “sfondano”
La maggior parte delle 200 lire commemorative italiane, soprattutto quelle emesse tra 1980 e 2001, è stata coniata in milioni di esemplari. Tradotto: sono belle, spesso ricche di simboli e anniversari, ma comuni sul mercato.
In condizioni eccellenti, cioè Fior di Conio (FDC), molte si muovono in un range tipico di 2-10 euro. E qui sta il trucco: non basta che la moneta sia “vecchia” o “commemorativa”, conta la combinazione di rarità e stato di conservazione.
Le tre che devi controllare subito (quelle che cambiano tutto)
Qui entriamo nel territorio della numismatica, quello in cui una piccola differenza di conio può fare una differenza enorme nel valore.
1) 200 lire 1977 “Prova” (Lavoro)
Questa è la regina del gruppo. Non è una commemorativa “di massa”, ma una versione di prova, riconoscibile perché legata al tema del Lavoro e soprattutto perché ha una tiratura ridottissima.
- Tiratura: circa 1.500 pezzi
- Valore indicativo:
- qFDC/FDC: 400-800 euro
- SPL: attorno a 500 euro
Se la trovi, non pulirla, non lucidarla, non “migliorarla”. In questo campo, qualsiasi intervento può abbassare il valore.
2) 200 lire 1978 “Mezzaluna” (difetto di conio)
Qui il valore nasce da un dettaglio: un difetto visibile sotto il collo della figura femminile, che viene descritto come una sorta di “mezzaluna”. È il classico caso in cui una moneta apparentemente normale, vista con una luce obliqua, cambia identità.
- Valore indicativo:
- condizioni sufficienti: circa 50 euro
- BB: 60-110 euro
- FDC: fino a 200 euro
Attenzione: non confondere un graffio o un colpo con il difetto di conio. Il segno deve apparire coerente e “nato” insieme alla moneta, non aggiunto dopo.
3) 200 lire 1979 “Testa pelata”
Nome curioso, ma utile. In alcune monete si nota una resa diversa della testa, come se fosse più “liscia”. In FDC può avere un interesse discreto.
- Valore indicativo: 30-50 euro in FDC
Le commemorative comuni: belle, ma quasi sempre economiche
Se il tuo bottino arriva dagli anni Novanta, è probabile che tu abbia esemplari molto diffusi. Per capirci, ecco alcuni riferimenti frequenti:
- 1990 Consiglio di Stato: circa 2 euro in FDC
- 1992 Filatelia Tematica (Genova): circa 2 euro in FDC (tiratura elevatissima)
- 1993 Aeronautica Militare: circa 2 euro
- 1994 Arma dei Carabinieri: circa 2 euro
- 1999 Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico: circa 4 euro
Molte altre, come 1980 FAO o 1989 Taranto, spesso restano tra 1 e 3 euro anche se tenute bene.
La regola d’oro: lo stato di conservazione vale (quasi) quanto la rarità
Quando tieni in mano una 200 lire, prova a “leggere” la moneta come fosse una fotografia: i dettagli sono netti o consumati? Ci sono graffi profondi? Il bordo è integro?
Ecco la scala pratica più usata:
- FDC (Fior di Conio): praticamente perfetta
- SPL (Splendida): minimi segni, ancora molto bella
- BB (Bellissima): usura visibile, dettagli meno vivi
Mini checklist per capire se hai una “buona” moneta
- Controlla anno (1977, 1978, 1979 sono i più sensibili).
- Osserva con luce laterale eventuali difetti di conio (come la “mezzaluna”).
- Confronta l’usura: una “testa pelata” non è semplicemente una testa consumata.
- Se credi di avere un pezzo raro, conserva la moneta in una bustina e valuta una perizia prima di venderla.
Il punto è questo: il 90 percento delle 200 lire commemorative è un ricordo da pochi euro, ma quel 10 percento, soprattutto se incrocia 1977 Prova o 1978 mezzaluna, può davvero valere una piccola fortuna. E sì, spesso tutto inizia proprio da un cassetto.




