Aziende che assumono nel 2026: i settori in espansione

C’è un momento, tra fine anno e l’inizio di quello nuovo, in cui il mercato del lavoro sembra “parlare” più forte. Gennaio 2026 è uno di quei momenti: i numeri delle assunzioni non sono solo statistiche, sono una mappa. E, se la leggi bene, ti dice dove stanno andando le aziende e dove conviene farsi trovare pronti.

Il dato che conta davvero: 527.000 ingressi in un mese

Le imprese italiane, nel gennaio 2026, prevedono 527.000 assunzioni. Il dettaglio è quello che cambia la prospettiva:

  • Servizi (terziario): 337.000 entrate, quadro stabile e robusto
  • Settore primario (agricoltura): 35.000 entrate, in crescita (+6,5%)
  • Industria: 155.000 entrate, in calo (-3,5%)

Tradotto: l’Italia continua a “respirare” soprattutto nei servizi, mentre agricoltura e filiere collegate sorprendono in positivo. L’industria, invece, rallenta, ma non scompare, cambia pelle.

Servizi: il motore più affidabile (e con più porte d’ingresso)

Il terziario resta il comparto più solido. Non è solo questione di quantità, ma di varietà: ci sono ruoli per chi è all’inizio e ruoli altamente specializzati.

Le tre aree con più contratti previsti sono:

  1. Turismo: circa 70.000 contratti
  2. Servizi alla persona: circa 69.000
  3. Commercio: circa 67.000

Accanto a queste, crescono segmenti che spesso “si vedono meno” ma assumono tanto: servizi finanziari, informatici e telecomunicazioni. E un segnale interessante riguarda i giovani: la domanda per under 30 è forte, con 143.000 entrate complessive. Se ti stai chiedendo “da dove inizio?”, la risposta spesso è qui: ruoli operativi nel retail, assistenza al cliente, hospitality, ma anche help desk e profili digitali junior.

Primario: l’agricoltura non è più un piano B

Il settore primario cresce del +6,5%, e non solo per lavori stagionali. Le opportunità si concentrano soprattutto in:

  • Coltivazioni ad albero: circa 13.000 ingressi
  • Coltivazioni di campo: circa 10.000
  • Servizi agricoli: circa 4.000

Qui la parola chiave è specializzazione: macchinari, qualità, tracciabilità, gestione delle colture. E, per capirne davvero le dinamiche, basta guardare come evolve l’agricoltura moderna, sempre più legata a competenze tecniche e organizzative.

Industria e manifatturiero: meno volumi, più selezione

L’industria registra una flessione complessiva, ma parliamo comunque di 155.000 entrate. Dentro ci sono due blocchi:

  • Manifatturiero e public utilities: 104.000
  • Costruzioni: 51.000

Il calo significa una cosa: aziende più prudenti, processi più efficienti, e spesso ricerca di figure subito operative. Se punti a questo mondo, conta tantissimo arrivare con patentini, esperienza pratica, o competenze tecniche certificate.

IT e Tech: domanda costante (anche quando tutto rallenta)

Nel 2026 il digitale continua a tirare. Le figure più richieste restano:

  • Sviluppatori full-stack
  • Cloud architect
  • Specialisti AI e data-driven

Qui la regola è semplice: non serve “sapere tutto”, serve saper dimostrare qualcosa. Portfolio, progetti, certificazioni, anche piccole esperienze contano più di quanto si pensi.

Chi sta assumendo: esempi concreti di piani di recruiting

Alcuni gruppi dichiarano piani di inserimento importanti, in settori molto diversi:

  • Todis: circa 100 posti nel Centro-Sud
  • Intesa Sanpaolo: fino a 3.500 assunzioni entro 2028
  • Leroy Merlin: oltre 130 posizioni, anche per profili junior
  • Milos Greek Food: circa 400 posti per nuove aperture
  • Gruppo Oniverse (Calzedonia, Intimissimi, Tezenis): circa 300 posti
  • Ferrovie dello Stato: 20.000 assunzioni nel piano 2025-2029

L’idea utile è questa: non esiste solo “l’azienda che sogni”, esiste la filiera che cresce. E dove cresce la filiera, aumentano le possibilità reali.

Come aumentare le chance: 3 mosse pratiche (subito)

  • Punta su settori stabili (servizi) o in ripresa (primario), senza inseguire solo “il posto fisso”.
  • Colma il gap con formazione mirata: programmi come Gol possono aiutare a riqualificarsi rapidamente.
  • Considera che le difficoltà di reperimento calano, ma resta spazio per chi è flessibile: anche l’impiego di personale straniero copre una quota rilevante (circa 22,2%).

Alla fine, la domanda “quali aziende assumono nel 2026?” ha una risposta più potente: assumono soprattutto quelle che stanno dove l’Italia sta andando. E nel 2026 l’Italia va, con decisione, verso servizi, competenze digitali e una nuova agricoltura più tecnica e organizzata.

Redazione Books News

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