C’è un momento, quando apri un cassetto e trovi un lingottino, qualche moneta, o magari un vecchio servizio di famiglia, in cui la domanda arriva secca: “Ok, ma oggi quanto vale davvero?”. Con 100 grammi di metallo in mano la cifra sembra facile, eppure basta poco perché cambi, anche parecchio.
Il numero che stai cercando (e perché non è unico)
Se possiedi 100 grammi di argento puro 999/1000, il valore “teorico” in base alle quotazioni più comuni di oggi si colloca in un intervallo molto concreto: tra 218 e 234 euro. Il calcolo è lineare, perché il prezzo indicativo del puro gira attorno a 2,18-2,34 €/grammo.
Quindi:
- 2,18 €/g x 100 g = 218 €
- 2,34 €/g x 100 g = 234 €
Sembra finita qui, ma in realtà questo è solo il punto di partenza, quello “da tabellino”.
Il calcolo più rapido per capirci subito
Quando vuoi stimare al volo, tieni a mente questa formula:
- Peso (in grammi)
- Moltiplicato per quotazione €/g del titolo che ti interessa
- Moltiplicato per la purezza (se non è già inclusa nella quotazione)
Nel caso del 999, la purezza è praticamente “già dentro” perché parliamo di argento quasi puro.
La purezza cambia tutto: 999, 925, 800
La parola chiave qui è titolo, cioè quanti millesimi di metallo prezioso ci sono davvero.
In modo orientativo, queste fasce sono quelle che si incontrano più spesso:
| Titolo (millesimi) | Tipico utilizzo | Range indicativo €/g | Valore su 100 g |
|---|---|---|---|
| 999 | lingotti, granuli, investimento | 2,18-2,34 | 218-234 € |
| 925 | gioielli, posate “sterling” | circa 2,02-2,47 | 202-247 € |
| 800 | argenteria tradizionale | circa 1,75-2,13 | 175-213 € |
Una nota importante: quei range non significano che il 925 “vale più del puro”, significa che le fonti e i metodi di valutazione possono differire e che a volte entrano in gioco margini, arrotondamenti, costi, o semplicemente aggiornamenti non sincronizzati.
“Quotazione” non vuol dire “quanto te lo pagano”
Questo è lo scarto che sorprende quasi tutti la prima volta. La quotazione è un riferimento, ma quando vendi argento fisico spesso entra in scena lo spread, cioè la differenza tra prezzo teorico e prezzo effettivo applicato da chi compra.
Per l’argento usato, molti operatori possono valutare anche solo 0,50-1,00 €/grammo, soprattutto se:
- l’oggetto è da raffinare,
- ci sono leghe e componenti non d’argento,
- serve testare il titolo,
- ci sono costi di gestione, fusione e lavorazione.
Tradotto in modo semplice: 100 grammi “da borsa” non sono sempre 100 grammi “da incasso”.
Perché il valore cambia anche nello stesso giorno
L’argento è legato a mercati internazionali e può muoversi con una rapidità quasi “da meteo”. Le oscillazioni arrivano da:
- cambio euro dollaro, perché molte quotazioni nascono in USD,
- domanda industriale (l’argento è molto usato in componenti e lavorazioni),
- movimenti degli investitori,
- dati macroeconomici e aspettative sui tassi.
Ecco perché puoi vedere piccole differenze tra una fonte e l’altra anche nelle ultime 24 ore.
Come ottenere una stima realistica del tuo caso
Se vuoi una cifra che abbia senso per quello che hai davvero in mano, concentrati su tre verifiche pratiche:
- Titolo certo (punzonatura, certificato, test)
- Peso netto d’argento (attenzione a manici, anime, pietre, parti non metalliche)
- Canale di vendita, perché cambia il prezzo finale
Alla fine, la risposta alla domanda iniziale è chiara: 100 grammi di argento puro oggi valgono in teoria 218-234 euro, ma il “quanto vale per te” dipende da purezza, forma, e soprattutto se parliamo di quotazione o di ritiro dell’usato. E quando lo capisci, tutto diventa improvvisamente più leggibile, e anche meno misterioso.




