Allerta truffa: ecco il tipo di messaggio più comune che ti ruba i dati e come riconoscerlo

Ti arriva un SMS mentre sei in fila al supermercato, lo leggi al volo e ti si stringe lo stomaco: “comunicazioni importanti” che ti riguardano, da un presunto CUP sanitario. In quel momento scatta una cosa molto umana, l’ansia di non perdere un referto, una visita, un risultato. Ed è proprio lì che questa truffa colpisce meglio.

Il messaggio più comune che sta circolando: il “finto CUP”

Tra le varianti di truffe via SMS, la più frequente negli ultimi tempi è quella che si spaccia per un messaggio del CUP (Centro Unico di Prenotazione). È stata segnalata in più aree d’Italia, con allerte e comunicazioni di enti e strutture sanitarie in regioni come Umbria, Toscana, Liguria, Lombardia e anche in zone come Brescia.

Il testo cambia leggermente, ma l’impianto è sempre lo stesso. Esempi tipici:

  • “Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici CUP…”
  • “Sono disponibili nuove informazioni sanitarie a suo nome…”
  • “Importanti comunicazioni che la riguardano”

A volte c’è un numero da chiamare, spesso a tariffa speciale, altre volte compare un link che promette “accesso immediato”.

Questa tecnica rientra nello smishing, cioè phishing via messaggi, e sfrutta un tema sensibilissimo: la salute.

I segnali che lo smascherano in 10 secondi

Se ti abitui a cercare questi indizi, l’effetto “panico” dura molto meno.

  • Urgenza esagerata: parole come “urgente”, “ultimo avviso”, “azione immediata”. La sanità pubblica, quando comunica davvero, tende a essere molto più formale e contestuale.
  • Numeri che iniziano per 89: soprattutto 893 o 899. Sono spesso numerazioni a tariffa speciale, e la sola chiamata può prosciugare credito o generare addebiti importanti.
  • Testo generico: niente nome, niente cognome, nessun riferimento preciso (prenotazione, reparto, data). Se fosse una comunicazione reale, avrebbe almeno un contesto verificabile.
  • Invito a chiamare o cliccare: l’obiettivo è spostarti fuori da canali controllati, verso un contatto dove possono fare pressione.
  • Dettagli strani: errori di scrittura, sigle confuse, mittente sconosciuto, tono “da call center”.

Come funziona la truffa, passo dopo passo

Il meccanismo è semplice, quasi “cinematografico”, e proprio per questo efficace:

  1. Ricevi l’SMS e ti viene messa fretta.
  2. Chiami il numero 89, oppure tocchi un link.
  3. Se chiami, spesso parte una voce registrata che dice che “gli operatori sono occupati”.
  4. Tu resti in linea, e intanto scattano costi elevati al minuto.
  5. In alcune varianti, durante la chiamata ti vengono richiesti dati personali, codici di accesso, oppure informazioni utili per attivare servizi a pagamento.

Nel 2026 il fenomeno è in crescita e cambia “maschera” rapidamente: lo stesso schema può presentarsi anche come finta comunicazione di servizi, enti o aziende (basta un argomento che faccia paura o crei fretta).

Mini check: messaggio vero o truffa?

Cosa vediPiù probabile che sia truffa quando…
Numero di telefonoInizia con 89 o è anonimo/sconosciuto
LinguaggioÈ allarmistico e senza dettagli verificabili
Azione richiestaTi chiede di chiamare subito o cliccare
Dati personaliTi spinge a “confermare” informazioni sensibili

Cosa fare subito se lo ricevi (senza perdere tempo)

  • Non chiamare, non cliccare, non rispondere.
  • Cancella l’SMS e, se possibile, blocca il mittente.
  • Se hai dubbi reali su visite o referti, verifica solo tramite canali ufficiali del Servizio Sanitario (portali regionali, numeri istituzionali, sportelli).
  • Segnala l’accaduto alla Polizia Postale o ai canali di risposta agli incidenti informatici (CSIRT regionali o nazionale), soprattutto se il messaggio contiene link o numeri ricorrenti.

E se hai già chiamato?

Capita, e non c’è da vergognarsi: queste truffe sono costruite per “prendere” anche persone prudenti. In quel caso:

  • chiudi la chiamata immediatamente,
  • controlla eventuali addebiti o servizi attivati,
  • conserva screenshot e dettagli del numero,
  • valuta una segnalazione formale per aiutare a bloccare la campagna.

La regola d’oro, che mi ripeto sempre, è questa: quando un SMS ti mette fretta e ti chiede un gesto impulsivo, fermati, respira, e passa ai canali ufficiali. In pochi minuti, l’ansia si scioglie, e i tuoi dati restano dove devono stare, al sicuro.

Redazione Books News

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