C’è un momento, spesso silenzioso, in cui ti accorgi che i risparmi non sono solo numeri su uno schermo: sono notti tranquille, scelte future, libertà. E quando compare la parola “pignoramento” anche solo in una lettera o in una telefonata, l’istinto è uno solo, mettere tutto al sicuro subito. Il punto è farlo legalmente, senza mosse azzardate che poi si ritorcono contro.
Prima regola: proteggere non significa “sparire”
La legge italiana tutela alcune somme e alcuni strumenti, ma punisce i comportamenti fraudolenti (cioè fatti apposta per danneggiare il creditore). Tradotto in pratica: organizzarsi per tempo è lecito, svuotare i conti “all’ultimo minuto” con l’intento di sottrarsi può diventare un boomerang, perché certe operazioni possono essere contestate e revocate.
Se senti odore di rischio concreto, la mossa intelligente è doppia: scegliere strumenti tutelati e farsi accompagnare da un professionista.
Conto cointestato: utile, ma non è una bacchetta magica
Il conto cointestato viene spesso citato perché, in linea generale, il creditore può aggredire solo la quota riconducibile al debitore. Questo riduce il rischio di perdere “tutto” in un colpo solo.
Attenzione però a due dettagli decisivi:
- se risulta che il conto è alimentato e usato solo dal debitore, la tutela si indebolisce,
- la gestione deve essere coerente (movimenti, entrate, spese) per evitare contestazioni.
In altre parole, è una soluzione che può funzionare se è reale, non “di facciata”.
Polizza vita: la protezione più forte (se scelta bene)
Qui entriamo in una delle tutele più solide: le somme versate in una polizza vita sono, in generale, impignorabili ai sensi dell’art. 1923 del codice civile. È uno di quei casi in cui la norma è sorprendentemente chiara, e infatti molte persone la scoprono solo quando ne hanno bisogno.
Perché è interessante?
- permette di “spostare” risparmio in uno strumento con barriera legale,
- consente di pianificare beneficiari e obiettivi.
Non tutte le polizze sono uguali, quindi il consiglio concreto è: farsi spiegare bene costi, vincoli, riscatti e caratteristiche del contratto.
Stipendio e pensione: esistono limiti precisi (e spesso ignorati)
Se il pignoramento riguarda un conto dove arrivano stipendio o pensione, la legge prevede soglie di protezione.
In sintesi:
- le somme già presenti sul conto al momento del pignoramento sono impignorabili fino a un limite (collegato all’assegno sociale, nel 2024 intorno a 1.600 euro),
- gli accrediti successivi (stipendio o pensione) possono essere pignorati entro un tetto, spesso massimo un quinto, rispettando il minimo vitale.
È un punto chiave: non tutto è “aggredibile” allo stesso modo, e conoscere i numeri cambia l’esito.
Assegno circolare e cassetta di sicurezza: la “mossa di liquidità” (con prudenza)
Quando qualcuno dice “metterli subito”, spesso intende questo: spostare denaro dal conto in forme meno immediatamente pignorabili, come:
- assegno circolare intestato a sé (o a un soggetto di fiducia, valutando bene i rischi),
- cassetta di sicurezza per custodire valori.
Funziona? Può ridurre l’esposizione del saldo sul conto, ma solo se fatto prima di un’azione esecutiva e senza finalità elusive. È una strada delicata: l’apparenza di “fuga” può attirare contestazioni.
Cosa fare se il pignoramento è già partito
Se l’atto arriva, non è detto che sia tutto finito. Ci sono strumenti di difesa:
- Opposizione (tempi rapidi, spesso entro 20 giorni) se ci sono irregolarità, prescrizione, errori o somme impignorabili.
- Percorsi di gestione della crisi da sovraindebitamento, tramite OCC, che possono sospendere azioni e riorganizzare i debiti con controllo del tribunale (qui il riferimento è alla sovraindebitamento).
Tabella rapida: “dove metterli” e perché
| Strumento | Perché tutela | Rischi/Note |
|---|---|---|
| Polizza vita | Impignorabilità (art. 1923 c.c.) | Serve scegliere prodotto adatto e trasparente |
| Conto cointestato | Pignorabile di norma solo la quota | Contestabile se uso esclusivo del debitore |
| Limiti su stipendio/pensione | Protezione del minimo vitale | Valori da aggiornare, dipendono dal caso |
| Assegno circolare/cassetta | Riduce saldo immediatamente aggredibile | Da fare per tempo e senza intenti elusivi |
La chiusura che conta davvero: la strategia “pulita” batte la scorciatoia
Se vuoi proteggere i risparmi senza rischiare guai peggiori, la strada è questa: strumenti tutelati, mosse coerenti, tempistiche corrette. E un confronto con un avvocato quando la situazione è concreta. Perché la vera protezione non è nascondere, è costruire una posizione difendibile, davanti a una banca, a un giudice e, soprattutto, alla tua serenità futura.




