Ti arriva un messaggio, senti parlare di “nuove regole”, e per un attimo ti chiedi se la tua prepagata stia per diventare inutilizzabile. In realtà la novità non è un allarme generico, è molto più concreta, riguarda una carta specifica e cambia un’abitudine che in tanti avevano preso.
La svolta: cosa non potrai più fare nel 2026
Nel 2026 la Carta “Dedicata a te” cambia passo. La regola che fa più rumore è questa: non potrà più essere usata per acquistare carburante e non potrà più essere usata per fare abbonamenti ai mezzi pubblici.
Negli anni passati, in alcune finestre temporali (per molti, ottobre era il mese “buono”), queste spese erano state ammesse. Per chi aveva imparato a pianificare il budget contando su quel margine, la sensazione è un po’ come quando sposti i mobili di casa e ti accorgi che un passaggio che davi per scontato non c’è più.
A cosa serve davvero: solo beni alimentari essenziali
La carta resta una misura mirata: l’utilizzo è destinato esclusivamente all’acquisto di beni alimentari di prima necessità, e solo presso esercizi commerciali aderenti ai piani di contenimento dei costi.
In pratica, l’idea è che questa prepagata sia una corsia dedicata alla spesa “di base”, quella che in una settimana qualunque non puoi rimandare. Niente extra, niente categorie alternative, niente spostamenti di budget su voci diverse.
Se ti aiuta a visualizzarlo, pensa a un carrello della spesa che, per regolamento, deve restare essenziale: pane, pasta, latte, proteine, conserve, prodotti freschi compatibilmente con l’offerta del punto vendita abilitato.
Importo e requisiti: chi la riceve e quanto vale
La misura viene rifinanziata anche per il 2026 e il 2027. L’importo indicato è 500 euro per beneficiario, con un requisito economico centrale: Isee massimo di 15.000 euro.
Qui la cosa importante, per non perdersi tra le voci, è fissare due punti:
- la carta non è una prepagata “libera”, è uno strumento con finalità sociale molto specifica
- l’accesso è legato a una soglia Isee, quindi conta la fotografia economica del nucleo familiare
Per capire meglio cos’è l’indicatore e come viene usato nelle misure di sostegno, il riferimento è l’ISEE.
Le date che contano: attivazione e scadenza delle spese
Qui si gioca la parte più delicata, perché puoi avere i soldi disponibili, ma perderli se non rispetti le tempistiche.
Le regole indicate prevedono:
- Primo pagamento entro il 16 dicembre 2025, necessario per “attivare” la carta.
- Le somme accreditate devono essere interamente spese entro il 28 febbraio 2026.
Tradotto in modo semplice: non è una carta da tenere “in tasca” e usare quando capita. Va messa in movimento subito, e poi va pianificata la spesa in modo da non arrivare a fine febbraio con un residuo inutilizzabile.
Mini-checklist pratica per non sbagliare
- Segna la data del 16 dicembre 2025 sul calendario, meglio con un promemoria doppio.
- Fai una prima spesa piccola ma certa, giusto per non rischiare.
- Pianifica acquisti periodici, così arrivi al 28 febbraio 2026 a saldo vicino allo zero.
Altre limitazioni confermate: niente contanti, solo negozi abilitati
Le regole “storiche” restano in piedi, e conviene ricordarle perché sono quelle che generano più fraintendimenti:
- non è possibile prelevare contanti
- puoi usare la carta solo presso i negozi abilitati al circuito Mastercard che aderiscono alla misura
Quindi, anche se un esercente accetta Mastercard, non è automatico che sia utilizzabile per questa specifica carta, deve anche aderire all’iniziativa. È un dettaglio che sembra tecnico, ma nella pratica fa la differenza tra una spesa liscia e un pagamento rifiutato alla cassa.
Perché questa modifica cambia la strategia delle famiglie
Il punto non è solo “cosa si può o non si può comprare”. È che molte famiglie avevano costruito un piccolo equilibrio: usare parte del beneficio per carburante o per trasporto pubblico significava proteggere anche il lavoro, la scuola, le visite mediche, cioè la vita quotidiana.
Con il 2026, la carta diventa più “stretta” e più focalizzata sulla spesa alimentare. La mossa migliore, se posso dirtelo come farei con un amico, è trattarla come un salvagente per il supermercato: tutto ciò che risparmi lì, lo puoi riallocare altrove con il tuo budget ordinario.
In altre parole, la risposta alla domanda iniziale è chiara e concreta: nel 2026 con la Carta “Dedicata a te” non potrai più pagare carburante né abbonamenti ai mezzi, ma potrai continuare a usarla per beni alimentari essenziali, rispettando date e punti vendita abilitati. E, in un periodo in cui ogni scelta pesa, anche questa chiarezza vale oro.




