Allerta bollo auto 2026: ecco come cambiano le tariffe e quanto pagherai di preciso

Se hai la sensazione che il bollo auto sia quella tassa che “si sposta” sempre un passo più in là, sappi che nel 2026 la vera sorpresa non è un aumento generalizzato, ma il fatto che quasi tutto resta com’è, con poche novità mirate che però possono cambiare parecchio per alcune persone e per alcune auto.

Cosa cambia davvero nel 2026 (e cosa no)

Partiamo dal punto che chiarisce l’ansia di molti: per i veicoli già immatricolati non è previsto un cambiamento generalizzato del metodo di calcolo. Il bollo continua a dipendere soprattutto da:

  • potenza in kW
  • classe di inquinamento (Euro)
  • regione di residenza
  • tipologia di veicolo (auto, moto, autocarri)

Le novità, invece, si applicano in particolare alle auto immatricolate dopo il 1° gennaio 2026, quindi se non stai cambiando auto, spesso non vedrai rivoluzioni sulla cifra.

E no, il superbollo nel 2026 non risulta abolito: chi ha un’auto molto potente continua a farci i conti.

Quanto pagherai “di preciso”: la strada più breve per saperlo

Qui non serve indovinare, serve calcolare bene. Il motivo è semplice: le tariffe cambiano da regione a regione, e anche a parità di kW l’importo può variare in base alla classe Euro.

Per ottenere l’importo preciso, il metodo più affidabile è questo:

  1. Recupera kW e classe Euro dalla carta di circolazione.
  2. Verifica la tua regione di residenza (è quella che determina la tariffa).
  3. Usa un calcolatore ufficiale (ACI o portali regionali, ad esempio Lombardia, Lazio, Campania, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte).
  4. Controlla eventuali esenzioni o riduzioni locali (sono la parte che più spesso fa la differenza).

Un esempio pratico (per capire la logica)

Immagina un’auto da 74 kW Euro 6: pagherai la tariffa regionale associata a quei kW e a quella classe ambientale.
Ora immagina un’auto da 130 kW: oltre alla tariffa base, può scattare una maggiorazione per i kW eccedenti una certa soglia (spesso oltre 100 kW, cioè 136 CV). È qui che la cifra può “impennarsi”.

Focus: maggiorazione oltre 100 kW e superbollo

Per le auto più potenti, il conto si fa a due livelli:

  • bollo base, calcolato sui kW e sulla classe Euro secondo le regole regionali
  • maggiorazione per la potenza eccedente (tipicamente oltre 100 kW, con importo moltiplicato per i kW in eccesso)
  • eventuale superbollo, che resta in vigore nel 2026

Il risultato è che due auto con la stessa classe Euro possono avere importi molto diversi solo per pochi kW di scarto. Se stai valutando un acquisto, quei numeri sulla carta di circolazione meritano un secondo sguardo.

La novità che può azzerare il bollo: esenzione over 70

Dal 1° gennaio 2026 entra in gioco una misura che, dove confermata a livello locale, è davvero “pesante” in senso buono: esenzione totale per gli over 70 su veicoli intestati a loro, senza limiti di reddito.

In pratica, i requisiti più citati sono:

  • aver compiuto 70 anni entro il 1° gennaio 2026
  • veicolo intestato alla persona che richiede l’agevolazione
  • presentazione di una domanda con documenti (ID e carta di circolazione)

Dato che le applicazioni possono essere regionali, la regola d’oro è verificare sul portale della propria regione o tramite ACI.

Scadenze 2026: le date che fanno la differenza

Il pagamento va effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza naturale. Alcune finestre tipiche del 2026 sono:

Data limiteVeicoli interessati
1° giugno 2026Vetture oltre 35 kW con scadenza aprile 2026
30 giugno 2026Autocarri e mezzi speciali con scadenza maggio 2026
31 agosto 2026Vetture fino a 35 kW e motoveicoli con scadenza luglio 2026

Ritardi: come funziona il ravvedimento

Se ti scappa la scadenza, non è tutto o niente. Il ravvedimento riduce la sanzione se paghi in fretta, ma le percentuali possono variare leggermente tra fonti e applicazioni regionali. In linea generale:

  • entro 15 giorni: piccola percentuale giornaliera
  • 16-30 giorni: sanzione ridotta intorno all’1,25-1,50%
  • 31-90 giorni: circa 1,39-1,67%
  • fino a 1 anno: circa 3,13-3,75%
  • oltre 1 anno: percentuali superiori

Se non paghi: cosa rischi davvero

Oltre a sanzioni e interessi, la conseguenza più seria è che, dopo tre anni consecutivi di mancato pagamento, si può arrivare a provvedimenti sul veicolo (fino a cancellazione dal PRA e ritiro dei documenti), e la prescrizione può interrompersi con avvisi e atti successivi.

La sintesi, quindi, è chiara: nel 2026 il bollo non cambia “per tutti”, ma cambia molto per chi compra un’auto nuova dopo gennaio e per chi può rientrare in esenzioni come quella over 70. Per sapere quanto pagherai di preciso, la risposta non è un numero unico, è un calcolo mirato, fatto con i dati della tua auto e le regole della tua regione.

Redazione Books News

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