Pillole di psicologia: Noi e il cibo

Pillole di psicologia: Noi e il cibo nuovo articolo di Simona Bennardo.

“Sin da quando Eva mangiò la mela, molto dipende dalla cena.” 
Lord Byron

 

Buongiorno a tutti! Per la rubrica “Pillole di psicologia” oggi parliamo del nostro rapporto con il cibo.

In natura gli animali mangiano per sopravvivere e si regolano in modo ottimale per la sopravvivenza. Per noi le cose non sembrano essere così semplici e tantomeno scontate. C’è – certamente – chi si ciba per puro nutrimento e c’è chi prova un particolare piacere nella cucina e nei cibi cucinati in particolari modi. C’è chi ama sperimentare e chi ha pochi cibi selezionati e mangia solo quelli. Ci sono i golosi e ci sono gli intolleranti. E voi: in quale tipologia vi riconoscete? Come definireste il vostro rapporto con il cibo?

Pillole di psicologia: Noi e il cibo

Abbiamo tutti un rapporto molto stretto con il cibo e certamente molte delle situazioni significative in cui ci troviamo hanno a che vedere con lui: festeggiamo con un dolce, ci troviamo con gli amici per un aperitivo, organizziamo con una certa frequenza degli apericena, e via così. Persino dura ste il Lockdown gli aperitivi on line sono stati i momenti di vicinanza più significativi! Normalmente le cene aziendali o le cene con i colleghi rappresentano le occasioni più importanti per trovarsi e chiacchierare in compagnia condividendo anche passaggi lavorativi importanti, ma anche la colazione al solito baretto prima del lavoro o un break con spuntino quando sentiamo quel languorino… a chi non è capitato? 🙂

Di sicuro il cibo ha finito per avere molte valenze e altrettanti significati: il dolcetto consolatorio dopo un dispiacere, l’aperitivo con le amiche/gli amici per festeggiare, il cioccolato poi… ormai sappiamo tutti del suo effetto antidepressivo! Sappiamo anche che le emozioni sono collegate al cibo in modo profondo: è così che finiamo per mangiare per noia, per rabbia ma anche  per gioia o per riempire un vuoto in un particolare momento difficile… ma è anche vero il contrario: di fronte a un dispiacere quante volte ci si è chiuso lo stomaco?

E’ appurato quindi il collegamento fra il cibo e l’emotività: particolari emozioni hanno il potere di scatenare diversi comportamenti con il cibo.

Ovviamente in tutto questo, avere delle oscillazioni è assolutamente normale: la voglia di un gelato in una giornata particolarmente calda di agosto è assolutamente sana e normale, ma quando il cibo diventa una sorta di strana ossessione (sia nel senso che controlliamo tutto quello che mangiamo nell’obiettivo di raggiungere un certo peso o per perdere chili, sia nel senso contrario: il cibo diventa un’ossessione e non pensiamo ad altro perché un pensiero fisso ci accompagna finché una determinata voglia non è soddisfatta) allora dobbiamo ammettere con noi stessi che il cibo sta prendendo una piega diversa da quella che dovrebbe essere e pensare di prenderci cura di noi stessi.

Ovviamente stiamo parlando di tutte quelle situazioni in cui ci è un po’ difficile avere un rapporto sereno con il cibo come nutrimento e in cui le emozioni – o altri elementi che rendono il rapporto con il nostro corpo fonte di grande sofferenza – prendono il sopravvento, facendoci fare cose che non vorremmo o spingendoci a comportamenti che mai avremmo pensato. Esiste una linea continua tra il nutrirsi in modo sano e equilibrato e i disturbi del comportamento alimentare ma mi raccomando: se ho mangiato troppo ad un pranzo, non vuole assolutamente dire che ho un disturbo alimentare! Un momento difficile, uno scivolone, un periodo difficile capita a tutti e probabilmente si vedrà anche nel nostro rapporto col cibo.

In tutte quelle situazioni in cui invece esistono i presupposti (e le indicazioni mediche) per un disturbo del comportamento alimentare, sarà importante affidarsi ad un team di professionisti: dietologo e psicologo. E dopo la diagnosi, si potrà approntare un piano di lavoro ottimale per affrontare il rapporto con il cibo da un punto di vista alimentare e da un punto vista psicologico (ricordate che non è possibile separarli, soprattutto in questi casi).

Per tutti invece: la cura di sé e del proprio corpo può e deve passare attraverso lo sport, una buona alimentazione e un buon rapporto con noi stessi. L’armonia è fondamentale per tutti e quando non c’è… ognuno  reagisce come può.

Quindi mi raccomando: abbiate cura di voi stessi e qualsiasi cosa vi stia capitando cercate di capirla e farla vostra!

 

Per approfondire: “La mente dietro la fame. Impariamo a gestire le emozioni e a vivere più serenamente il rapporto con il cibo” di Stefania Rossi, Editore: Toscana book.

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