Un caffè con Cristina Belloni

Oggi prendiamo un caffè con Cristina M.D Belloni che abbiamo avuto il piacere di intervistare.

 

Un caffè con Cristina Belloni

Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?
Sono rimasta affascinata dai misteri che circondano le rovine della città di Tiwanaku e dalle tante leggende nate intorno ad esse nel corso dei secoli. E così è nata una “favola” che le comprende tutte.

Qual è il messaggio del tuo libro?
Il viaggio è il fulcro del libro. Un viaggio che può essere inteso anche come  percorso metaforico di crescita e di cambiamento. Con gli imprevisti e le incertezze del lasciare il noto per l’ignoto.

Che cosa vorresti trasmettere al lettore?
La voglia di scoprire  l’avventura in un mondo diverso da quello che      conosciamo. La curiosità di confrontarsi con avvenimenti e fatti archeologici ancora sconosciuti.

Come mai hai scelto questo genere?
In realtà non l’ho scelto, è arrivato da solo leggendo appunto, delle storie  e delle scoperte archeologiche che riguardavano il sito e la strana, reale scomparsa del popolo degli Huari dall’altopiano del lago Titicaca.

Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?
L’ambientazione. Insolita per un fantasy e legata ad avvenimenti storici così lontani nel tempo ed alla seduzione della magia sciamanica.

Perché hai scelto di parlarmi di questa storia e non di altre che hai pubblicato?
Perché,  a differenza di altri generi che ho frequentato, il fantasy, o, se vogliamo, la “favola” è un genere che incanta e lascia spaziare la fantasia, senza però che si possa perdere di vista la coerenza nel racconto. 

C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?
Non c’è un personaggio in cui mi identifichi. Ce ne è però uno al quale sono particolarmente affezionata, ed è Kusi, la ragazza che, senza saperlo, incarna il potere della Natura stessa.

Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?
A grandi linee ho già in mente lo svolgersi dell’azione ma mi affido alla stesura per definire, passo per passo gli eventi e il dipanare delle situazioni.

Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?
Scrivere mi piace perché per me è uno stimolo per entrare nei concetti ed esprimendoli, cercare di capire meglio io stessa in primis. Mi sono trovata da sempre a mio agio con la scrittura. Poi, successivamente, essendomi occupata di critica d’arte contemporanea per molto tempo, ho imparato a tradurre emozioni e dati di fatto  in parole e questo mi ha appassionato.

Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?
Si sto scrivendo il seguito di “Tiwanaku la Leggenda” che avrà titolo:”Oltre il portale”, perché le vicissitudini del popolo degli Huari sono appena cominciate…

Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?
Direi di farsi coinvolgere  negli eventi senza remore. Di scoprire tra le righe i messaggi di crescita interiore. Di lasciare che la magia lo coinvolga.