Recensione:”Il viaggio della fenice”

Oggi recensione:”Il viaggio della fenice” di Sabrina Prioli!

Recensione:"Il viaggio della fenice"

TRAMA

In questo libro d’esordio, Sabrina Prioli ripercorre le tappe di oltre dieci anni di vita, dall’incubo del terremoto di L’Aquila al viaggio in Sud America dove coordinerà progetti di sviluppo umanitario, fino a giungere nel Sudan del Sud sconvolto dalla guerra civile. Qui sarà vittima di una brutale aggressione all’interno del compound in cui alloggia.Nonostante le profonde cicatrici interiori, Sabrina trova la forza e il coraggio di farsi carico della voce di milioni di vittime di abusi, avviando un lungo percorso di ricerca della giustizia, tuttora in corso. Con uno stile spontaneo e senza travestimenti, “Il viaggio della fenice” esplora la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, coltivando le risorse che si trovano dentro di sé e rinascendo, ogni volta, come la fenice dalle ceneri.

RECENSIONE

“Il viaggio della fenice” è un libro che dalle prime pagine mi ha colpito internamente.

Voglio precisare che questo non è un romanzo, queste pagine sono un Memoir, ovvero la storia dell’autrice messa su carta.
No, se ve lo state chiedendo, non è nemmeno una di quelle autobiografie con cose frivole, questa è una storia da leggere e vi spiego anche perchè.

 

2009, terremoto dell’Aquila, la terra trema così come la casa in cui Sabrina vive con sua figlia.
Attimi intensi di puro terrore messi su carta, ogni emozione e sensazione vissuta è trapelata dalle pagine.
Com’è la vita di chi perde tutto?
Come si fa a chiudere gli occhi avendo paura di venire schiacciati?

Sabrina ci racconta la situazione vista dagli occhi di chi l’ha vissuta sulla propria pelle, ma non solo questo.

La sua vita è piena, il suo lavoro la porta a viaggiare per diversi paesi stranieri per coordinare progetti di sviluppo umanitario.
Incontriamo i sorridi e gli occhi di quei bambini che non hanno nulla, bambini malnutriti e difficilmente curabili.

Mi si è stretto il cuore in una morsa, alcune volte ho dovuto abbandonare la lettura perchè le parole ti entrano dentro e si fatica a non immaginare tutto quanto.

Sabrina poi verrà chiamata per un viaggio in Sudan del sud, tra scenari di guerra e paure, ci mostra esattamente cosa ha dovuto subire la sua persona e le altre volontarie.
Le aggressioni subite sono qualcosa di disumano, i brividi che mi percorrevano la pelle mentre leggevo erano da togliere il fiato.

Difficile non entrare in queste pagine con tuti noi stessi, difficilissimo non sentirsi toccati da certi racconti.
Ammiro la forza che ha avuto Sabrina di reagire a tutto ciò che ha vissuto, di lottare e non fermarsi mai nonostante tutto.

Un libro che non è solo un libro, è un urlo di dolore, un urlo di liberazione, un urlo che non deve spegnersi a fine lettura perchè certe situazioni non si possono, NON SI DEVONO dimenticare mai.

E noi, che ci lamentiamo ogni giorno per cose magari inutili, dopo questa lettura ci ritroveremo a riflettere un po’, a capire che abbiamo la fortuna di avere un tetto sulla testa, di essere integri nell’anima.

Leggete, riflettete, non dimenticate.
Grazie Sabrina per avermi donato un pezzo della tua vita, lo custodirò con cura e io non dimenticherò.

Arianna