QUANDO MANCA L’AMORE arrivano i DCA

QUANDO MANCA L’AMORE arrivano i DCA.
Ciao a tutti, non sapevo come iniziare questo primo articolo, ma credo che un saluto sia sempre un buon punto da cui partire, no?

Sono Paola (sì, adesso seguirà una piccola spiegazione di chi sono e del perché sono qui, ma nulla di noioso, o almeno spero) e amo, e ripeto, AMO, tutto ciò che ha a che fare con la salute e il benessere dell’uomo, con le sue capacità di migliorare sé stesso e affrontare le difficoltà della vita. Sono appassionata di pesistica e alimentazione, sono laureata in Scienze Politiche e sono al secondo anno della facoltà di Scienze Motorie, amo scriver e sentirmi parte di un qualcosa e… il resto si scoprirà strada facendo. Una strada che spero percorreremo insieme.

E a proposito di strada, ne abbiamo fatta da quando ci dedicavamo alla caccia e alla coltivazione, pur di sopravvivere, ma nonostante questo, anche oggi, tutto torna a quelle due attività: la caccia e la coltivazione dei campi, alla nostra alimentazione.

Parte tutto da lì.

Senza cibo, senza nutrienti, noi non saremmo qui oggi e non saremmo neanche là domani.

Non posso quindi iniziare questo viaggio con voi senza parlarvi dei comportamenti alimentari distorti, altrimenti chiamati in ambito scientifico, DCA (disturbi del comportamento alimentare). Dopotutto non si può definire cos’è bene senza sapere cos’è male.

I disturbi del comportamento alimentare nascono da una alterata visione di se stessi e della realtà, da una mancata accettazione del proprio corpo e da un desiderio spesso di tipo affettivo.

In questa definizione non rientrano soltanto le famose anoressia e bulimia, ci sono anche altri disturbi alimentari che spesso sottovalutiamo e non consideriamo importanti.

Partiamo dai due più conosciuti.

ANORESSIA NERVOSA

Si definisce anoressia quella situazione in cui un individuo si priva di alimenti e si costringe a una dieta estremamente restrittiva che lo porta a un peso corporeo inferiore del 15% rispetto al limite minimo considerato salutare. L’anoressia di questo tipo è definita nervosa, in quanto non dipende da patologie del corpo che causano inappetenza o rifiuto del cibo, ma dalla volontà dell’individuo di non mangiare pur di non prendere peso. In questi casi, nella donna, si assiste all’assenza di ciclo mestruale, quindi amenorrea, risolvibile, se non si cambiano abitudini alimentari, solo attraverso la somministrazione di estrogeni.

Vi è poi l’anoressia nervosa atletica, che colpisce almeno il 3,3% delle sportive, specialmente negli sport individuali come danza, pattinaggio, nuoto sincronizzato, equitazione. In questi casi si finisce per saltare i pasti, o ridurli al minimo, addirittura ci sono casi in cui si consuma solo una mela al giorno, pur di avere un corpo il più adatto possibile allo sport praticato.

BULIMIA NERVOSA

Si definisce invece bulimia quel disturbo che porta il soggetto a continue abbuffate e a cercare subito dopo rimedio all’eccesso di cibo ingerito. Questi due elementi, le abbuffate e le attività di compenso, devono verificarsi almeno due volte la settimana per tre mesi, per poter parlare di bulimia. Anche questo disturbo scaturisce da un’alterata visione del proprio corpo e del proprio valore.

La bulimia, anche in questo caso nervosa, come per l’anoressia, si distingue in bulimia purgativa, per chi fa uso di lassativi come metodo di compensazione all’eccessiva quantità di cibo ingerito o ricorre a autoinduzione del vomito e bulimia non purgativa. In questo secondo caso, i metodi per compensare l’eccesso di cibo ingerito si riassumono in: estrema attività fisica per bruciare le calorie in eccesso o digiuno.

DCA NAS

Ci sono poi situazioni intermedie, in cui non si può parlare con precisione né di anoressia né di bulimia, perché non sono presenti tutti gli elementi caratterizzanti, ma sono presenti:

  • forti perdite di peso anche se questo non scende sotto il limite minimo;
  • condotte alimentari sbagliate e forte calo del peso senza però scomparsa del ciclo mestruale;
  • ricorrenti abbuffate senza comportamenti compensatori;
  • assunzione di cibo nervosa, masticando poco e senza controllare la quantità di cibo assunta.

Tutti questi disturbi non rientrano nell’anoressia o nella bulimia, ma fanno parte dei disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati o DCA NASspesso sottovalutati in quanto non portano a uno stato conclamato di malattia. Anche in presenza di questi disturbi, però, bisognerebbe intraprendere un percorso di guarigione, un percorso volto a raggiungere un miglior rapporto con il cibo e ancora prima con gli altri e con il proprio corpo.

BIGORESSIA

L’anoressia è un disturbo principalmente femminile, mentre uno prettamente maschile è la bigoressia. Anche la bigoressia consiste in una distorta visione di se stessi. L’individuo, nonostante sia muscoloso, si vede troppo piccolo e magro, e questo lo porta a seguire un’alimentazione iperproteica e ipercalorica, accompagnata da eccessivo allenamento fisico. Questo disturbo colpisce principalmente la popolazione maschile e, in particolar modo, i bodybuilder.

ORTORESSIA

L’ortoressia è la fissazione rivolta a un’alimentazione impeccabile, costituita solo da alimenti sani e nelle giuste quantità. Questo comportamento così severo nei propri confronti non ha effetti negativi a livello fisico, ma ne ha di deleteri a livello psicologico. Il continuo controllo di ciò che si ingerisce e delle quantità di cibo che si assumono, portano a una focalizzazione estrema sull’alimentazione che finisce per divenire non un momento da dedicarsi, ma un continuo esame.

AMARSI

Come abbiamo visto quindi, il rapporto con il cibo scaturisce dal rapporto con il proprio corpo, rapporto minato dai molteplici modelli di bellezza proposti dalla società e dal mercato oggi, modelli che spesso incentrano tutto sull’estetica e non sulla salute, quando invece, la prima cosa che conta, e la più importante, è proprio il benessere del corpo.

Nonostante sia bello e confortante pensare a un’anima in grado di resistere al tempo, senza il nostro corpo non saremmo nessuno. Non saremmo qui. Prendercene cura è il nostro dovere più grande e il nostro piacere più profondo, perché credo che sapere di fare qualcosa per il proprio benessere dia una soddisfazione ineguagliabile.

Con questo articolo non voglio allarmare nessuno, non sei malato se ti capita di abbuffarti, se ti capita di digiunare dopo un’abbuffata o di aver voglia di correre all’infinito dopo aver mangiato troppo. Può capitare a tutti di uscire fuori a cena ed esagerare, di avere voglia di quel dolce ipercalorico dopo cena, di voler mangiare pizza, patatine, gelato e chi più ne ha più ne metta. A fare la differenza tra disturbo ed equilibrio è la percezione del proprio corpo e la motivazione che ci spinge a fare ciò che facciamo. Perché cerchi quel cibo ipercalorico? Perché hai voglia di quella cosa e non di un’altra? Perché ti capita solo in determinate situazioni?

La consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che sono i nostri desideri è tutto nella strada verso il benessere e l’equilibrio.

E tu come ti vedi? No, non come ti vedi in mezzo alla società di oggi, come ti vedi tu, da solo. Non serve che tu lo dica ad alta voce, che tu lo scriva o lo dica a qualcuno, basta che tu lo sappia.

Ti ami? Ami quel tuo difetto lì? Quel rotolino sul fianco, quell’interno coscia troppo grande, quel seno troppo piccolo o troppo grande? Be’, se non lo fai, metti da parte le parole degli altri e almeno dieci minuti al giorno pensa a te, solo a te e poi agisci, piano piano, un passo alla volta, verso quello che sarà l’amore più bello e duraturo della tua vita. Perché nessuno può dirti come essere e se ti ami scoprirai come fossero inutili la metà dei tuoi problemi.

Da domani, se vuoi, dedicati dieci minuti al giorno di niente, solo tu, in silenzio, senza telefono, senza tv, senza pc, senza nulla, al massimo uno specchio. Guardati e dimentica le parole degli altri.

Quali sono i tuoi obiettivi? Tieni in mente quelli e sì, ti do un piccolo suggerimento, nei tuoi obiettivi non allontanarti mai troppo dalla SALUTE.

Ritagliati questo tempo appena sveglio, magari, o prima di andare a dormire, e impara a conoscerti, ad ascoltarti e ad amarti.

Cosa voglio io? Cosa mi aspetto da questa vita e da me stesso? Cosa sto facendo per averlo?

Buon viaggio!