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La basilica di San Giorgio Maggiore di Palladio

Oggi Stella ci parla di La basilica di San Giorgio Maggiore di Palladio!

La basilica di San Giorgio Maggiore di Palladio

Eccoci qui con un articolo interamente dedicato ad un’opera: oggi parliamo della Basilica di San Giorgio Maggiore realizzata da Andrea Palladio a Venezia. Essa, prende il nome dall’isola che la ospita e si affaccia sul bacino di San Marco.

La prima chiesa dedicata a San Giorgio sorse quando l’isola venne donata ad un monaco benedettino che vi fondò un monastero del suo ordine monastico.

La chiesa ancora oggi è affidata ai monaci benedettini e per la costruzione del suo refettorio e, successivamente, della sua stessa realizzazione, fu chiamato l’architetto Andrea Palladio.

Il primo contatto tra l’architetto e l’ordine benedettino, riguarda la realizzazione del refettorio del monastero. Più che di realizzazione è opportuno parlare di completamento e ristrutturazione di un edificio esistente già da vent’anni.

L’aula del refettorio è condotta attraverso una sequenza scenografica aperta su due livelli.

Una scalinata permette l’accesso al portale dove si apre un vestibolo che introduce nella grande aula. Questa è coperta da una volta a botte che termina a crociera e permette l’apertura di due finestre. Originariamente l’aula terminava con il posizionamento della tela delle nozze di Canaa sul fondo, ma la tela fu trafugata da Napoleone e trasferita al Louvre.

La magnificenza complessiva comunica la qualità del gusto e del tenore di vita dei Benedettini, essi, inoltre, imposero a Palladio di conservare le finestre quattrocentesche e di incorniciarle con elementi tratti direttamente dalla cultura antica.

La chiesa fu realizzata in continuità con il refettorio: le tradizioni dell’ordine dettarono la pianta longitudinale e la presenza di coro, presbiterio, volta a crociere, navata e cupola all’interno della Basilica.

Come altri suoi predecessori, Palladio, prende a modello gli edifici termali romani. Infatti, sono visibili le quattro parti che ne compongono la struttura. La continuità è, però, dettata ugualmente data la presenza di un asse centrale molto marcato.

In tutte le decorazioni, inoltre, è presente una ricerca continua di linearità verticale che rende, complessivamente, l’edificio quasi un mezzo per rivivere l’emozione spaziale caratteristica degli edifici romani.

Raggiungere la basilica, per visitarla, è molto semplice. È possibile utilizzare un vaporetto diretto da Venezia e l’ingresso è libero, un minimo contributo è necessario solo per l’accesso al campanile, ma ne vale davvero la pena!

Stella Mazzone

Curatrice della rubrica "Appuntamento con l'arte"

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