Intervista sul libro AGHARTA

Intervista sul libro AGHARTA all’autore Orione Lambri.

 

Intervista sul libro AGHARTA

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1- Benvenuto sul blog onlybookslover.it! Iniziamo con il tuo libro “AGHARTA”, ci parli un po’ di esso?

AGHARTA è un gioco virtuale ambientato nel sottosuolo, come il mito da cui trae ispirazione. O almeno sembra, perché man mano che ci si inoltra il tasso di realismo si fa sconcertante, così come le pratiche messe a punto dagli avatar per acquisire i punti empatia che servono per  avanzare, livello dopo livello, verso la Salvezza: lo strambo scopo del gioco.
Siamo nel 2012, in piena crisi economica e nella paranoia per la fine del mondo maya, e il gioco è a tempo: finisce il 21/12/2012, il giorno dell’annunciato Armageddon.
Sopra e sotto, luce e ombra, Sogno e realtà, meditazione e guerra, maschile morente e femminino nascente, inizio e fine: AGHARTA è “tanto in alto quanto in basso” e le eroine del nuovo mondo condurranno chi avrà voglia di seguirle verso un finale inaspettato.

2- Ti definiresti un autore di che genere? E perché?

Mi definisco solo un autore. Voglio sperimentare diversi generi e anche AGHARTA è un crossover fra fantasy metropolitano e distopico, con coltellate di realismo che fa piombare dritti nella realtà asfittica della paranoia da lockdown e qualche volteggio surrealista che soggioga la realtà alla danza senza tempo dei sogni.

3- AGHARTA è il tuo primo libro?
Sì.

4- Hai qualche altro scritto in lavorazione? Che progetti hai?
Sto riscrivendo insieme a mio figlio Leonida “I Diari dell’Alba”, mia nonna, che raccontano Bologna e l’Italia tra la fine della Prima Guerra Mondiale e la fine della Seconda, con in mezzo il fascismo, la pandemia di Spagnola, la Resistenza, la fame… Un’epoca così lontana e così vicina, un’altra storia distopica ben illustrata dai commenti di mio figlio, che aprono nel testo squarci di feroce contemporaneità.

5- Quando è arrivata l’idea di scrivere AGHARTA? Quanto studio/tempo ci è voluto?
AGHARTA s’è scritto da solo e ha cominciato tanto tempo fa… Ci sono voluti diversi anni di studio, soprattutto per le ambientazioni storiche  e le ricostruzioni scientifiche e iconografiche. Poi – come dice Jane, la protagonista – “le coincidenze non esistono” e per AGHARTA è arrivato il momento di uscire dal guscio. Il suo momento è ora.

6- Se potessi cimentarti in altri generi letterari, quale sceglieresti e perché?
Mi affascina la letteratura illustrata per ragazzi e ho appena scritto un racconto che vorrei pubblicare insieme all’illustratrice che ha curato la copertina e l’art direction di AGHARTA: Vanessa Zanzelli, mia moglie.

7- Consiglia il tuo libro ai lettori che non ti conoscono, perché dovrebbero leggerlo?
AGHARTA è ambientato nel 2012 ma è una storia di oggi, del tempo reale in cui, sotto la pelle delle realtà che vibra come un cristallo, si misurano le due metà del Tao: luce o ombra, paura e amore, vita e morte. Siamo tutti parte del gioco, dalle nostre scelte dipendono il nostro destino e quello di tutti gli altri, che sono tutti connessi con noi anche senza la console e il casco VR di Jane, Klandestina e Lenora: AGHARTA ci conduce un passo per volta a scoprirlo.