Intervista all’autore Luigi Lodola

Intervista all’autore Luigi Lodola in merito al suo libro “Il fantasma di Boboli” disponibile su Amazon.

TRAMA

Due fotografi romani a Firenze per lavoro, notano una figura femminile vestita in costume rinascimentale che si aggira di notte nel giardino di Boboli.

Scoprono, grazie al fortuito incontro con una giovane artista locale, che si tratta di un fantasma di una ragazza, avvistato fin dal XVI secolo.

Chi è quella ragazza? Come è morta? Ma soprattutto, quale motivo la spinge ad aggirarsi nel giardino di Boboli?

In una Firenze all’oscuro di questo strano abitante, i fotografi si dovranno dividere tra il rispetto di un contratto e le indagini sul fantasma che coinvolgeranno anche un grande artista del Rinascimento.

INTERVISTA

Ciao e benvenuto su onlybookslover.it.

  • Parlaci del tuo libro “IL FANTASMA DI BOBOLI” in breve!

Mi sono divertito a scriverlo e credo che si veda, i personaggi spesso scherzano tra loro e Il mio fantasma è molto diverso da come ci si possa aspettare. È un libro principalmente per ragazzi, ma si adatta bene agli adulti in cerca di una lettura leggera o estiva. Si svolge nella Firenze dei giorni nostri ma si parla molto del Rinascimento visto da una serva.

  • Come è arrivata l’idea?

Durante una vacanza a Firenze, stavo visitando la Galleria degli Uffizi con mia moglie e piangevo per la commozione davanti alla Primavera di Botticelli, il fantasma all’inizio doveva essere un espediente per parlare del Rinascimento. Arrivati al giardino di Boboli ho deciso che il mio fantasma avrebbe abitato lì.

  • Ci spieghi come è nato il titolo? È arrivato prima o dopo la stesura?

È arrivato subito, c’era un fantasma che abitava il Giardino di Boboli, il titolo era già scritto.

  • C’è un evento nel libro che è stato particolarmente difficile scrivere?

Avevo fatto molte ricerche, studiato la storia della famiglia Medici e la vita dell’artista di cui si parla diffusamente nel libro, non c’è stato un evento complicato, forse un poco i capitoli finali, quelli prima dell’epilogo, ma solo a causa dell’empatia che avevo sviluppato con i miei personaggi, ci sono stati piuttosto periodi nei quali è stato difficile scrivere in generale, di lavoro faccio l’oss e questo romanzo è stato scritto durante la pandemia, per mesi interi non sono stato in grado di scrivere niente.

  • Cosa ci dobbiamo aspettare da questa storia? Cosa volevi trasmettere?

È un libro fuori dagli schemi, non riesco neanche a definirgli un genere, c’è un mistero ma non è un thriller o un giallo, c’è un fantasma ma non tratta di paranormale. Credo di essere riuscito a scrivere una storia divertente ma che a tratti fa riflettere, può leggerlo chiunque, anche un ragazzo alla prima lettura, purché abbia una minima conoscenza su chi fosse Lorenzo il Magnifico e gli artisti che vengono menzionati. Come ho detto mi sono divertito a scriverlo e spero di aver trasmesso questo stato d’animo a chi lo legge, qualcuno mi ha detto che le è spiaciuto averlo finito, forse il più bel complimento.

  • Questo è il tuo primo libro?

È il secondo romanzo, oltre a un paio di racconti lunghi, il primo è molto diverso da questo, parla di un soldato romano inviato da Pilato a investigare su Gesù. Ne ho già in programma un terzo, parlerà di gladiatori, gladiatrici e amicizia.

  • Quanto c’è di te in questa storia?

Molto, tra i sei protagonisti (sette se consideriamo il fantasma), quelli maschili sono sfaccettature del mio carattere, soprattutto il fotografo, (aspetto fisico e provenienza a parte), è una caricatura del me fotografo amatoriale, ho davvero fotografato i sampietrini a Roma, anche i tombini, solo perché c’era scritto SPQR

  • Stai parlando a un lettore che ancora non ti conosce, perché dovrebbe leggerti?

In questo caso perché ha voglia di evadere da tutto quello di brutto che il mondo ci sta riservando. È scritto in modo piuttosto semplice e sintetico, io non amo molto i giri di parole. Questo libro può essere letto in un pomeriggio e le recensioni dicono che sia molto scorrevole, anche se si parla di storia non è noioso, ma io sono di parte…

 

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