Intervista a Duccio E. Fumero

Intervista a Duccio E. Fumero autore del libro “biglietto per il purgatorio” disponibile su Amazon.

Intervista a Duccio E. Fumero

1- Benvenuto sul blog onlybookslover.it! Iniziamo con il tuo libro “BIGLIETTO PER IL PURGATORIO”, ci parli un po’ di esso?

Ciao a te e grazie per lo spazio che mi offri. “Biglietto per il Purgatorio” è un giallo ambientato ai giorni d’oggi, a Milano e il protagonista è un giovane uomo che si divide tra le serate in birreria e la caccia alle belle ragazze. Una sera, però, un barbone gli chiede di ritrovare sua figlia prima di uccidersi. È questo il biglietto per il purgatorio del titolo, ma la ricerca della giovane porta il protagonista a scontrarsi con due delle pagine più tragiche della storia d’Italia. Il sottotitolo del romanzo, infatti, è “Ustica-Bologna: andata e ritorno” e il protagonista dovrà indagare proprio sulle due stragi avvenute nell’estate del 1980, 40 anni fa esatti. Insomma, il mio romanzo è un giallo, ma anche un romanzo fantapolitico. Ma non spaventatevi, non è un mattone e, anzi, ho giocato molto con l’ironia per rendere la storia avvincente e divertente.

2- Ti definiresti un autore di che genere? E perché?

Forse sì, anche se è difficile inquadrare il genere. Sono uno scrittore di gialli, questo è sicuro, ma poi mi piace variare nel sottogenere. Dal giallo politico, come in Biglietto per il Purgatorio, a gialli più classici, thriller, ma mi diletto anche con il filone dei thriller più erotici. Però sì, in definitiva non posso non definirmi un autore di gialli.

3- BIGLIETTO PER IL PURGATORIO è il tuo primo libro? È basato su fatti realmente accaduti?

Sì, è il mio primo libro. La parte storica è documentata approfonditamente nel romanzo e non vi è nulla di inventato, poi ovviamente la storia in sé è frutto della mia fantasia. Però diciamo che il filo conduttore del romanzo, seppur parto della mia fantasia, si basa su fatti realmente accaduti, su pagine di storia che si possono leggere senza problemi. Io racconto una possibile verità sulle stragi di Ustica e Bologna. Forse non quella vera, sicuramente romanzata, ma una possibile verità.

4- Hai qualche altro scritto in lavorazione? Che progetti hai?

Ho tanti progetti, forse troppi. Da un lato ho iniziato da poco a buttare giù le idee per un secondo romanzo con protagonista Gabriele Donchi, il protagonista di Biglietto per il Purgatorio. Ancora un’indagine, ancora che pesca nei fatti di cronaca nera del passato, anche se in questo secondo libro protagonista sarà la moda, la Milano da bere e non la politica. Poi sto limando un altro romanzo, questo un giallo puro che si svolge in Irlanda. Infine, come ti ho detto, ho la passione per i gialli erotici e nel cassetto ho una serie di racconti che mi piacerebbe pubblicare come libro.

5- Quando è arrivata l’idea di scrivere BIGLIETTO PER IL PURGATORIO? Quanto studio/tempo ci è voluto?

Uh, l’idea di Biglietto per il Purgatorio è nata circa 20 anni fa. Sono sempre stato un grande appassionato di storia, di politica ed essendo cresciuto a Milano tra San Babila e il Duomo diciamo che sono stato allattato negli anni del terrorismo. Poi l’idea è nata un po’ così, a caso, e si è sviluppata cammin facendo. Tra ricerche, studio e documentazioni ci ho messo almeno un anno a buttar giù l’idea di cosa sarebbe nato, poi per finirlo definitivamente in tutto ci sono voluti circa 18 mesi.


6- Se potessi cimentarti in altri generi letterari, quale sceglieresti e perché?

Probabilmente non cambierei radicalmente genere, ma potessi scegliere mi piacerebbe scrivere romanzi gialli per ragazzi. Ho una figlia di 12 anni che impazzisce per i romanzi e le serie tv gialle e anche io sono cresciuto con le classiche collane della Mondadori di gialli per adolescenti e mi piacerebbe cimentarmi in questo campo.


7- Consiglia il tuo libro ai lettori che non ti conoscono, perché dovrebbero leggerlo?

Perché è un libro diverso da quelli che hanno letto. Perché c’è l’avventura del giallo tradizione, ma c’è anche il mio giocare con le parole e l’ironia nonsense che lo rendono anche un libro che fa ridere e sorridere (confesso, sono un grande fan di Andrea G. Pinketts), ma anche perché si parla della storia del nostro Paese, di eventi tragici che dopo 40 anni ancora non hanno una verità certa. E io ne racconto una diversa, un filone che in pochi hanno seguito, sia sui giornali sia nelle indagini, ma che è un filone che racconta una storia ben diversa.