Il silenzio dei tuoi occhi

Il silenzio dei tuoi occhi di Lorena Nigro recensito da Anna Leone.

 

Il silenzio dei tuoi occhi

TRAMA

“Lei poteva scegliere di salvarmi o farmi a pezzi.”

Alcune vite sembrano avere già una direzione ben precisa, alcuni percorsi sembrano essere senza via d’uscita. Lo sa bene Allye Scott, impegnata a seguire le orme ingombranti di un padre avvocato e determinata a realizzare tutti i suoi sogni. 

Alcune vite, invece, sembrano essere sempre sul punto di farti fallire, vederti crollare, impedirti di essere felice. Lo sa bene Andrew Collins, troppo occupato a nascondersi e a nascondere il proprio passato per avere il tempo di innamorarsi. Ma se una di quelle vite già scritte, un giorno, si scontrasse con una di quelle ancora tutte da raccontare? Quando Allye ed Andrew inciamperanno l’uno nei progetti dell’altra, l’attrazione tra loro sarà così innegabile da creare l’incastro giusto per due mondi così diversi. Perché sì, l’amore fa così: sconvolge ogni piano e fa crollare ogni certezza. Ma per ogni cosa c’è un tempo, per ogni storia un momento e il segreto che lui deve custodire sembra essere più importante perfino di quello che prova per lei e allora allontanarsi sarà l’unico modo per tenere entrambi al sicuro.

Un solo consiglio: mettete da parte la ragione e perdetevi tra l’inchiostro nero sulla pelle di Andrew, capace di raccontare tutto il silenzio, che solo gli occhi di Allye sapranno ascoltare…

RECENSIONE Il silenzio dei tuoi occhi

Cosa non mi è piaciuto de Il silenzio dei tuoi occhi

 La copertina non mi ispira molto, ma è una questione di gusti del tutto personale e poi si dice che un libro non si giudica dalla copertina, quindi sono andata oltre.

Effettuando una rapida ricerca sull’opera, come primi risultati mi appare un film argentino dall’omonimo titolo, questo, ovviamente, mi ha un po’ stranita, perchè mi piaceva e pensavo fosse un titolo del tutto originale.

Ho notato in tutta l’opera una costruzione un po’ incerta, per  esempio “Il suo studio professionale era ben altro che piccolo: era situato dentro uno stabile prestigioso e collaboravano molti colleghi all’interno, tra cui il padre di Clara.”. La sintassi per lo più di tipo paratattico che non mi fa impazzire e spesso denota tanto “tell” invece di un ben più avvincente “show, don’t tell”.

“Il giorno dopo, l’esame andò benissimo e fui felice. Andrew si congratulò con me. Wendy e alcuni suoi amici ci invitarono a prendere qualcosa con loro. Passammo la serata fuori, sapevo che Andrew non aspettava altro che rimanere solo con me. Perciò, salutammo tutti e andammo a casa.”

Altro elemento che a me dà fastidio, il costante uso di aggettivi possessivi (di stampo per lo più anglosassone), che in Italiano spesso appesantiscono il dialogo, per esempio: «Cos’hai combinato alla tua mano?».

Inoltre nell’opera ho trovato la metafora del cuore che manca un battito, sia da parte di Ellye che persino di Andew utilizzata in maniera ripetitiva.

“Era bellissimo, il suo sguardo incuteva timore ma non avevo paura di lui. Il mio cuore mancò un battito quando lo sentii avvicinarsi, mentre gli facevo strada verso l’ufficio di mio padre”

Poi devo dire che mi ha un po’ stupito lo sviluppo del personaggio di Andrew che cambia atteggiamento quasi dall’oggi al domani. Da ragazzo burbero e maleducato molto tendente alla violenza, in pochissime pagine o senza un possibile processo di crescita o mutamento, (forse l’amore per Allye? Ma nella narrazione non viene espresso chiaramente) se ne esce così: “Andrew mi strinse a sé e mi rassicurò. «Piccola, ci sono io con te, nessuno proverà più ad avvicinarsi.»”

Proseguendo nella lettura ho notato alcune parti che secondo me non hanno alcun valore all’interno della narrazione, per esempio: “Dopo qualche bicchiere andai in bagno, avevo l’urgenza di svuotare la vescica.”

Infine, ultima nota negativa per me: non sopporto il modo in cui molte donne e ragazze vengono trattate e soprattuto di come se ne parla nel romanzo. Odio questo tipo di conversazione e modo di vedere le donne in relazione al sesso: “Quando andai a prendere ancora da bere al bancone, riconobbi il suo elastico. Chi ci stava servendo le birre si era appena fatta scopare da un cliente. Mi fece l’occhiolino e, disgustato, andai via.”

Cosa ho apprezzato nel romanzo:

La storia è facile da seguire, e alcune frasi sono d’effetto e mi sono piaciute:

“Un singhiozzo mi sfuggì senza rendermene conto e il ragazzo più bello che io avessi mai visto mi stava per stringere a sé. Mi avvolse tra le sue braccia e per me non esisteva più niente: era la sensazione più bella del mondo, non avevo mai provato un’emozione del genere.”

Altra nota positiva: Andrew, per quanto dannato, violento e non esattamente un campione in gentilezza, ha rapporti protetti. Mi sembra un messaggio molto importante da trasmettere, anche se si tratta di un’opera di svago, è qualcosa che apprezzo molto.

Il punto di vista del papà di Allye, che ogni tanto fa capolino nella storia è interessante e pieno di tenerezza: “Sentii bussare alla porta, era lui. Andai ad aprire e lo feci accomodare. Lo trovai bene, meglio delle altre volte. Strinsi i pugni pensando che potesse essere merito di mia figlia.”

Mi sono piaciuti gli intrecci con la famiglia di Andrew e la sorpresa al college nonchè la scoperta quasi alla fine (di cui non parlo per non fare spoiler!).

La storia intrattiene ed è una lettura leggera per passare il tempo e dimenticare un attimo il momento contingente. Credo che chi ama il genere lo potrebbe apprezzare.