Il primo piano delle emozioni

Il primo piano delle emozioni nel nuovo appuntamento con la rubrica di “pillole di psicologia” della dottoressa Simona Bennardo.

 

Il primo piano delle emozioni

Per il nostro appuntamento con le pillole di psicologia, dopo aver parlato di affettività, empatia e aver affrontato l’emergenza Coronavirus, facciamo un bel primo piano alle EMOZIONI.

Innanzitutto, l’etimologia della parola deriva dal latino ed è composta da “ex-“,  e “movere”: muovere da. Proprio così: sembrerebbe che madre natura ci abbia dotato delle emozioni per aiutarci nella sopravvivenza: avere delle reazioni immediate e rispondenti alle diverse situazioni è un patrimonio di base che possediamo tutti.

Vi ricordate quando abbiamo accennato al cervello rettiliano?

Le emozioni non solo fanno parte del nostro mondo interiore e soprattutto dell’intelligenza emotiva: hanno una vera e propria “centrale operativa”: il cervello rettiliano.

Quindi saper riconoscere le nostre emozioni è quanto di più importante si possa fare, per conoscerci al meglio e non spaventarci di fronte ad alcune nostre reazioni, in realtà naturali.

Vogliamo vedere quali sono le nostre emozioni? Ecco a voi le emozioni fondamentali:

  • Rabbia
  • Paura
  • Tristezza
  • Gioia
  • Sorpresa
  • Disgusto

Accanto a queste, ne sono state individuate ulteriori tra le quali ricordiamo: l’amore, la vergogna, l’ansia, la gelosia e il perdono.

Innanzitutto immaginiamo che madre natura ci abbia dotato di un set di base per sopravvivere: la paura perché individuare il pericolo e avere la giusta reazioni è fondamentale: attacco o fuga ci consentono di fronte al nemico, la potenziale salvezza: se non provassimo paura non potremmo avere il giusto comportamento. Pensate a quelle volte in cui di fronte a un grosso ragno siamo scappati a gambe levate: ecco, questa è l’idea! Individuato il pericolo, ce ne teniamo alla larga.

Idem per la rabbia: immaginate un grosso leone che si trovi a difendere il proprio territorio, dove la sua compagna ha appena dato alla luce un cucciolo: a chiunque si avvicini il ruggito rabbioso del leone segnala che si sta violando uno spazio. Così è per noi: ci arrabbiamo quando qualcuno o qualcosa ci fa sentire che è stato violato il nostro spazio: vitale o personale che sia.

La tristezza invece è un’emozione che si attiva quando perdiamo per esempio qualcuno o qualcosa: abbiamo bisogno di rallentare e di pensare per superare la perdita e riorganizzarci in un quotidiano diverso.

La gioia al contrario è l’emozione che proviamo tutti quando  ci succede qualcosa di positivo o raggiungiamo un risultato: un’emozione che ci fa esultare, saltare e ci riempie di energia!

Sorpresa e disgusto sono due emozioni particolari: la prima ci coglie quando ci troviamo di fronte a un evento o un elemento inaspettato: sorprenderci ci consente di prendere il tempo giusto per mettere a fuoco la novità e inserirla nel contesto. Il disgusto ci consente di individuare qualcosa che non ci fa bene: pensate a cibi dagli odori nauseanti: è proprio il disgusto che ci segnala che è bene non mangiarli!

Considerando quindi che ciascuno di noi ha un suo personale modo di percepire e reagire alle emozioni, questo “set di base” ci accomuna tutti e questo potrebbe aiutarci non solo nella comprensione di noi stessi, ma anche nella comprensione altrui!

Per approfondire: “Intelligenza Emotiva” di Daniel Goleman – BUR e formato Kindle

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