“IL GIOVANE FAVOLOSO” RECENSIONE FILM

“IL GIOVANE FAVOLOSO” RECENSIONE FILM scritta da Meg per la rubrica “Film e serie tv”

"IL GIOVANE FAVOLOSO" RECENSIONE FILM

Anno 2014 – diretto da Mario Martone

E’ difficile per me scrivere su questo film, sia a livello professionale che umano.

Leopardi è da sempre uno dei caposaldi nello studio della letteratura italiana, dalla scuola media all’Università ma è anche da sempre considerato uno dei più noiosi e faticosi da capire e comprendere a fondo.

Bhè, questo film è un tentativo per me di avvicinarlo a una visione più realistica e accessibile della breve vita di questo autore: è uno spaccato sulla vita di un bambino prodigio, di un adolescente solitario e di un giovane uomo desideroso di conoscere il mondo.

Uno strepitoso Elio Germano presta il volto a un giovane Giacomo, la cui voglia di vedere “oltre al siepe”, il cui desiderio di vivere prima che la “natura matrigna” lo privi di tutto, va oltre quelle mura di casa Leopardi.

E’ un film dotato di una sua sensibilità, poiché il regista osserva quasi partecipe quelli che sono i sentimenti delle parti: la crudeltà/esibizionismo del padre Monaldo, che sottoponeva i figli a estenuanti prove di abilità davanti ai notabili del paese (quello stesso Monaldo che con grande intuizione aveva salvato da una parte dei conventi tutti i libri durante il periodo napoleonico); l’affetto dei due fratelli, disposti a tutto per coprire quel fragile giovane colpito da “studio matto e disperatissimo”; la fredda madre Adelaide, incapace di un qualsiasi slancio d’affetto perfino ai primi segni della malattia di Giacomo, ma che, eccezione per la sua epoca, si era sposata per amore.

Per chi non conosce le Marche, Recanati è davvero un luogo dall’ “aria umida e salmastra” (seppure non sia sulla costa), caldissimo in estate e gelido d’inverno: partendo dalla piazza centrale fino alla piazzetta di casa Leopardi, si percepisce appieno quella malinconia di cui parla il poeta (io visito la biblioteca almeno una volta all’anno……).

E’ un lavoro corale in cui il bravissimo e glaciale Massimo Popolizio nel ruolo del conte Monaldo e il brillante e bellissimo Michele Riondino nel ruolo dell’amico Antonio Ranieri sono i due lati della bilancia il cui ago è Giacomo.

Realisticamente tragica anche la rappresentazione del confronto con la società intellettuale dell’epoca, incapace di comprendere la grandezza del poeta (Tommaseo arriverà ad affermare: di lui nel novecento non resterà che polvere) e la sua visione tragica della vita, ma che ne percepisce la sua “pericolosità” politica.

Un film malinconico ma che apre uno squarcio realistico e intenso su un autore afflitto da dilemmi esistenziali ancora oggi attualissimi.

Consiglio di vedere questo film a chi non ha mai letto nulla di Leopardi (le poesie sono semplicemente “dette” durante tutto il film); a chi lo ha studiato e detestato (ci viene mostrata una voglia di vivere e una meraviglia della vita di cui spesso non c’è traccia nei libri di testo), a chi lo ha amato e lo ama come me (vedendo fin da subito nei suoi versi un canto alla vita anche se piena sia di sofferenza che di gioia).