I personaggi di “ACCHIAPPASOGNI”

I personaggi di “ACCHIAPPASOGNI” il libro di Marco Monelli e l’ambientazione.
Li andiamo a vedere di seguito nel dettaglio.

 

I personaggi di "ACCHIAPPASOGNI"

ROCCO BRICIOLA è il protagonista. Si tratta di una persona molto chiusa, abituata a vivere da sempre in un piccolo paesino sperduto tra le montagne, Alberino, da cui si guarda bene di voler fuggire. Vive bene nel suo piccolo mondo nel quale tutto sembra essere sotto il suo controllo e non aspira a grandi cambiamenti né ad avventure. In realtà il suo desiderio di non essere disturbato e coinvolto nella vicenda che lo vede protagonista è il riflesso di una grande insicurezza che il proprio limite mentale (anche dato dalle poche esperienze avute in vita) si rifiuta di accettare e affrontare.

LINDA BRICIOLA è la sorella minore di Rocco che, al contrario di lui, non appena ha la possibilità di fuggire da Alberino, si trasferisce in città. Ha una personalità piuttosto forte e una spiccata tendenza all’individualismo e all’indipendenza. Ha un forte senso di disagio riguardo alle sue origini umili e di bassa cultura, tanto che si allontana in modo quasi permanente dalla famiglia. Il suo ritorno ad Alberino, piuttosto casuale, e la conseguente avventura vissuta con il fratello, si rivelerà anche per lei un incentivo per esplorare i propri conflitti interiori e riappacificarsi, almeno in parte, con quella parte di sé che non riesce ad accettare.

REBECCA MARTINI è l’amica d’infanzia di Rocco. Proviene da una situazione familiare disastrosa. Il padre è assente e la madre cambia spesso partner, costringendo la bambina a seguirla e cambiare casa e città spesso. In questo modo Rebecca non riesce a stabilire rapporti duraturi e lo stesso rapporto con la madre diventa conflittuale. Crescendo e approfittando della propria bellezza riesce a sfondare come modella, ma la sua vita, tempestata dai fantasmi del passato e dagli abusi subiti, non sarà mai facile da vivere, tanto che cadrà spesso nei vari tunnel di droga e alcool.

PAOLO CALAMANDREI è l’ispettore che si occupa delle indagini per il presunto suicidio di Rebecca. Usa molto l’istinto e l’empatia, tanto da distrarsi spesso rispetto agli indizi tangibili che riesce a trovare. Ha un animo gentile e sensibile. La sua passione per il cinema lo accompagna continuamente, tanto che i parallelismi tra la sua vita e la settima arte vengono spesso fuori nella sua quotidianità, il più delle volte distraendolo dal suo lavoro e dai reali obiettivi che si prefissa.

I personaggi di "ACCHIAPPASOGNI"

L’ambientazione principale di Acchiappasogni è Alberino, un piccolo centro abitato immaginario tra gli appennini. La scelta è stata data dalla mia esperienza personale, infatti Alberino è la copia di un piccolo paese tra i monti dove ho passato le estati della mia infanzia e mi interessava trattare proprio delle differenze che, soprattutto agli occhi di un bambino, sembrano enormi tra un paesino di quel tipo e la città. Certo adesso, nel 2020, le cose sono cambiate, ma fino a quelche decennio fa, un paese come Alberino, con i suoi abitanti, sembrava provenire direttamente da un altro tempo. L’altra ambientazione è Firenze, la mia città, nella quale so muovermi piuttosto bene per cui, come ogni scrittore, ho preferito ambientarlo in un luogo a me congeniale. Firenze non è una città enorme, non come Roma o Milano, ma l’effetto che ha su Rocco Briciola, comunque, è quello di una metropoli piena di pericoli e stranezze. Anche questa impressione, che può sembrare eccessiva  è, in realtà, molto veritiera. Trascinare controvoglia una persona che ha sempre vissuto in un paese minuscolo, che non ama spostarsi neanche per andare nel paese vicino e più attrezzato, in una città come Firenze è uno shock. Anche in questo caso ho utilizzato le mie esperienze per descrivere le considerazioni di Rocco riguardo alla città. Io stesso, provenendo da un piccolo paese, sono rimasto turbato  e spesso sconvolto dal modo in cui le persone vivevano in città nel momento in cui mi sono trasferito e ho cercato di trasferire in Rocco tutte le domande che mi sono posto e tutte le osservazioni che mi sono passate per la mente nei primi periodi. E’ stato un lavoro divertente andare a ricercare in me quel tipo di emozioni che spero di aver trasmesso. Sicuramente, in questo modo, sono riuscito a fissare nero su bianco sensazioni che adesso, dopo vent’anni in cui vivo in città, non provo più.

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