I fantasmi in Val di Susa

I fantasmi in Val di Susa per il nuovo articolo di Morgane Le Feye sulle Leggende gotiche.

 

Dopo aver osservato fantasmi che mantengono ancora una qualche loro forma corporea parliamo adesso di fantasmi cosiddetti luminosi, apparizioni che si distinguono da tutte le altre perché non si presentano come ombre scure ma come forme umane luminose, alcune vaghe, altre più nitide nel volto e nel corpo come se avessero intorno un alone fosforescente.

La maggior parte di essi rimane come appiccicata ad una parete del locale ove compaiono, altri si staccano attraversandolo senza muovere le gambe.

Le loro apparizioni sono precedute da luci medianiche sotto forma di scintille fosforescenti o da luci tenui luminescenti a carattere persistente che si spostano simili a grandi lucciole con una variabilità di colore.

In val di Susa nei pressi di Sant’Ambrogio sono stati notati e studiati due fantasmi luminosi.

Il fenomeno inizia con un pulviscolo chiaro e palpitante, come uno scintillio fosforescente che spicca intenso nel buio della notte.

Quel pulviscolo luminoso ad un tratto si condensa in una forma dapprima confusa per poi rivelare una figura femminile avvolta da bianchissimi veli su cui spicca il volto incorniciato da biondi capelli molto risplendenti.

Alcuni minuti dopo si forma una nube ondeggiante di un giallo fluorescente che si plasma in una figura maschile.

I due fantasmi si lanciano l’uno nelle braccia dell’altro e si fondono formando una luce molto intensa che li assorbe rischiarando tutto intorno, poi la massa si scinde e riappaiono le due forme, più scintillanti di prima che si avviano affiancate per un lungo tratto per poi dissolversi a poco a poco. Nei pressi delle rovine della Certosa di Montebenedetto è facile trovare in certe notti due monaci con saio e cappuccio inginocchiati con il volto tra le mani in atteggiamento di profonda preghiera. Poi si alzano e scivolano leggeri come piume sfiorando appena il terreno.

Essi sono illuminati da una soffusa aureola e poco per volta dal nulla emergono delle luci che lasciano intravedere delle sagome monacali e si sente un canto che è poco più di un sussurro.

Si avviano tutti verso la Certosa e una volta raggiuntala sembrano sprizzare dalla gioia perché le luci diventano cascatelle formate da miriadi di scintille mentre si sprigiona il suono di un organo che dopo una magnifica toccata si spegne in un eco lontana.