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Conosciamo Elisa Fumis| Intervista

Conosciamo l’autrice Elisa Fumis.
Proprio di recente abbiamo recensito il suo libro: Parole sbagliate.
Oggi invece la intervistiamo.

 

Elisa Fumis
Il libro di Elisa Fumis

Ciao Elisa e grazie per essere qui con noi. Per prima cosa vorrei chiederti com’è nato “Parole sbagliate”?

Grazie a te!

Parole Sbagliate è nato da una canzone che conteneva dei numeri casuali, scelti soltanto per dare musicalità al brano. Ho pensato che sarebbe stato bello se in realtà ci fosse stato un codice con un vero significato. È proprio da un messaggio che la protagonista deve decifrare che inizia il libro. Per sviluppare ulteriormente la trama mi sono basata su una situazione personale che mi faceva soffrire, che avevo dentro da un po’ di tempo e che occupava troppo spazio; per liberarmene, ho sentito l’esigenza di scrivere questa storia e di condividerla con altre persone. L’ispirazione è venuta da sé, ascoltando i miei sentimenti. Ho pensato che avrei voluto trovare un libro “magico” per poter rimediare ai miei errori, alle mie parole sbagliate. Non ho avuto la possibilità di sistemare le cose, ma almeno mi sono presa una piccola rivincita sulla vita.

Quanto c’è di te in questo libro?

C’è tanto di me in questo libro. Alcune esperienze le ho vissute personalmente (per esempio, il bullismo a scuola). Essendo la mia prima opera letteraria, ci sono affezionata, come se fosse un amico di vecchia data.

Con Parole Sbagliate ho realizzato il mio sogno di scrivere e pubblicare almeno un romanzo.

I personaggi si ispirano a qualcuno che conosci oppure sono arrivati da sé?

Per molti personaggi mi sono ispirata a persone che hanno fatto parte della mia vita .

Al contrario, ce n’è uno che rappresenta il tipo di persona che avrei sempre voluto essere.

Qual è il significato che volevi attribuire al tuo libro?

Non esiste un significato universale da attribuire a Parole Sbagliate. Mi auguro che il lettore possa trarre il meglio dal mio libro.

Non ho la pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno, soltanto raccontare la mia storia, la mia Essenza.

Vorrei che le persone riflettessero sull’importanza delle parole, dette e non, perché nella mia vita sono state (e lo sono tutt’ora) importanti. Possono distruggere o salvare.

Chi ha letto Parole Sbagliate, ha colto significati differenti, probabilmente in base al proprio vissuto o alla propria sensibilità.

Spero di riuscire a trasmettere messaggi positivi e far emozionare chi mi legge.

Se potessi scegliere, chi è il tuo personaggio preferito e perché?

Il mio personaggio preferito è Piero perché rappresenta il sarcrificio e l’altruismo, valori che io apprezzo tanto e che purtroppo sono difficili da trovare al giorno d’oggi.

Nonostante il suo lato malinconico, non è un personaggio negativo: dalle sue ferite “escono” cose positive e utili per la comunità.

Se Greta fosse viva, cosa direbbe ai suoi amici?

Greta direbbe ai suoi amici di non arrendersi, di non cedere al dolore e al richiamo della morte.

Perdere qualcuno a causa del suicidio è doloroso, lo sa bene Alice. Togliersi la vita è una scelta difficile da accettare.

Mi piace pensare che Greta sia sempre accanto alla sua migliore amica, seppur invisibile. L’affetto non svanisce con la morte.

Chi sei quando scrivi?

Quando scrivo, sono la vera me stessa, senza freni, senza paure, senza fraintendimenti.

Scrivere mi permette di entrare in un mondo sicuro, lontano dalla sofferenza che sento ogni giorno. Inoltre, mi fa sentire viva.

Parlaci dei tuoi progetti futuri come autrice.

Attualmente sto lavorando a dei racconti surreali da inserire in un’antologia . Proprio ieri, ho finito di scrivere Tokyo, una storia d’amore surreale.

Ho in mente anche un altro progetto, più ambizioso: si tratta di un fantasy dal titolo Il Mio Ragazzo Girasole.

Se dovessi descrivere la tua penna con tre aggettivi, quali sarebbero?

Delicata, semplice, malinconica.

Immagina che io sia un lettore che è indeciso se acquistare o no “Parole sbagliate”, perché dovrei prenderlo?

Non ho la presunzione di dare a qualcuno una motivazione concreta per convincerlo ad acquistare il mio libro.

Posso soltanto dirgli cheParole Sbagliate è piuttosto semplice e al tempo stesso molto profondo. A volte c’è bisogno di ritrovarsi in certe situazioni reali e umane, nonostante nel libro ci siano elementi fantastici, di sentirsi meno soli. Ho cercato di creare dialoghi sinceri e reali, non troppo artificiali. Leggendo molto, mi rendo conto che spesso si vuole impressionare il lettore. Invece io ho scritto ciò che sentivo di scrivere, non per piacere o per vendere. E penso che questa trasparenza, questa spontaneità, possa in qualche modo colpire ed emozionare gli altri.

Sono certa, cara Elisa, che arriverai al cuore di molte persone con la tua semplicità e delicatezza.

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