“Dracula” la recensione della serie

“Dracula” la recensione della serie per la rubrica di Meg “film e serie tv”
Vi invito a non andare avanti se non volete qualche piccolo spoiler.

 

"Dracula" la recensione della serie

Serie Netflix 2020 – 3 puntate da 50’

Parto subito col dirvi che la storia del mitico conte Vlad (eh si, ho fatto vari giri tra Ungheria e Romania su di lui) è stata presa, rimaneggiata e riproposta tante e tante di quelle volte che ormai non si contano!

Dal Nosferatu muto degli anni ’20 (quello sì terrificante ancora adesso…..)all’affascinante dandy dell’accoppiata Cruise-Pitt del post caduta muro.

Bhè, devo dirvi che dal trailer Netflix pensavo fosse un misto tra quest’ultima versione e il più recente Lucifer: ahimè, che delusione!!!!!

La base è quella del romanzo di Bram Stoker che Mark Gatiss e Steven Moffat (quelli dello Sherlock di  Cumberbatch per capirci) hanno preso e rimaneggiato ma stavolta non è andata molto bene a mio modesto parere.

Abbiamo Dracula, abbiamo il solito Jonathan Harcher vittima manipolata e abbiamo anche Van Helsing, che qui è interpretato da Suor Angela (perché una suora????). Dopo un inizio che lascia ben sperare, la storia, seppur con una fotografia veramente fatta bene (gli effetti rosso sanguigno sono sconsigliati ai deboli di cuore!), la storia si arena sulla caccia/fuga al vampiro che dopo un po’ stanca lo spettatore.

Nessuna traccia di quell’ironia intelligente di “Good Omens” o dell’aurea di sensualità che caratterizza un “Lucifer”: qui Dracula è una specie di supponente neanche lontanamente affascinante: la scena è tutta per Suor Agata, che mai lo molla nella caccia e verbalmente.

Ma al 3o episodio ecco il macello: gli autori danno una loro personalissima spiegazione del salto temporale dall’ ‘800 a oggi: e così il conte diventa anche un mortale come gli altri poiché nella sua paura della morte ha riversato le sue insicurezze verso la luce e tutti i classici anti-vampirismi.

Bene, direte voi, il discorso filosofico ci può stare.
Bene, vi dico io, se fosse finita così.

E no! Poiché Suor Agata (o meglio la sua discendente) che glielo fa si scopre anche in punto di morte.

E lui cosa fa???? La morde per morire con lei.
Nooo!!!

Un finale degno di un bruttofilm (sì sì si scrive proprio cosi attaccato quando vuole intendere un film fatto male) e non di un film brutto (che si ci sarebbe piaciuto se lo fosse stato).

Dolly Wells nei panni di Suor Agata è convincente nel suo viaggio nel tempo, restando sempre femminile per quanto possibile; Claes Bang, attore danese a noi sconosciuto, resterà per me egli annali del rosso agli occhi e le unghie nere!

Conclusione “Dracula” la recensione della serie:

  • se volete vedere una storia ma senza pensare a tutto il precedente
  • per una serata splatter senza pretese
  • Lucifer ci manchi!!!!!

Recensito da Meg