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Curiosando con Martina Della Ragione

Curiosando con Martina Della Ragione, l’autrice di “La finca cubana” (prima versione) e di “Sempre dentro di me” (Seconda versione, ci porta alla scoperta di qualche curiosità inerente al suo libro! 

CURIOSITÀ N° 1

La Finca Cubana prima, e Sempre dentro di me poi, non sono libri che raccontano una storia vera che mi sono limitata a riprodurre sotto forma di parole scritte. Diana è un personaggio frutto della mia totale invenzione, come anche tutti gli altri protagonisti. Mi “serviva” un veicolo per parlare di emozioni e ho pensato a lei, una donna fragile e forte al tempo stesso; titubante e, al contrario, lucida e razionale a seconda dei momenti della vita; alla ricerca di risposte in una fase del racconto, via via più consapevole della mutevolezza del pensiero e dei rapporti umani grazie all’esperienza acquisita con l’età. Mi è sembrato di poter affidare a una madre (che non conosce la creatura che lei stessa ha generato), il compito di fare da cicerone in un viaggio tra i sentimenti. Quella che metto in scena è una trama con eventi non così impossibili da verificarsi nella realtà e nei quali, a tratti, ci si può immedesimare.

CURIOSITÀ N° 2

Ho scritto la trama del libro di getto, senza soffermarmi a pensare più di tanto. Avevo in mente una storia e non ho fatto altro che metterla per iscritto prima che l’idea scappasse. È stato un viaggio nell’isola di Cuba ad avermi ispirata. Tutte le cose che ho visto, i luoghi che ho visitato (anche al di fuori dei classici itinerari turistici) e, soprattutto, i momenti passati a parlare con le persone del luogo, mi hanno fatto venire il desiderio di cristallizzare i ricordi, passando per una (naturale) rielaborazione dei fatti. Ho metabolizzato le esperienze, le ho trasformate, sino a creare una serie di personaggi che avessero a che fare con l’isola che mi aveva tanto colpita. 

CURIOSITÀ N° 3

Per provare a dare un tocco un po’ particolare alla trama, ho pensato di tratteggiare anche un contesto geograficamente antitetico rispetto a quello di Cuba, ancorando la logistica a emozioni contrapposte. E così, mi è parso che la montagna, con gli inverni rigidi e la neve copiosa, potesse essere uno sfondo abbastanza convincente per provare a dare forma all’idea che avevo in mente. Secondo le percezioni di Diana, infatti, mentre Cuba rappresenta un rifugio dal clima italiano e dall’amarezza dovuta al sentirsi parte “solo di fatto” di una grande famiglia, la montagna le regala relazioni umane piuttosto fredde ed esperienze poco appaganti. Sempre dentro di me è un libro fatto di contrasti, sopratutto emotivi, a vari livelli.

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