Che cos’è l’assertività?

Che cos’è l’assertività? Ce lo spiega Simona Bennardo nel suo secondo articolo di “pillole di psicologia”.

 

Che cos'è l'assertività?

Ed eccoci al nostro appuntamento con le pillole di psicologia! Questa volta parleremo di ASSERTIVITA’, visto il legame stretto con l’autostima e un buon rapporto con noi stessi.

Avete certamente già sentito questo termine, ma vediamo insieme di cosa si tratta.

Con il termine assertività intendiamo la capacità di esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni con i dovuti modi, senza aggredire o offendere il nostro interlocutore.

Come potrete intuire, è una abilità indispensabile per comunicare in modo ottimale sia nella vita di tutti i giorni che sul lavoro. In quante situazioni vi è capitato di sentire la necessità di difendere il vostro pensiero, ruolo o di dover esprimere un’emozione cercando il modo giusto: facendo comprendere all’altro le nostre ragioni ma soprattutto farci ascoltare rispettando il nostro punto di vista e quello del nostro interlocutore?

Certo, non sempre riusciamo a dire le cose come vorremmo, ma cercare di essere assertivi implica la capacità di percepirsi tranquilli e fiduciosi in quello che si pensa e in ciò che si sente, così da riuscire a comunicarlo  a chi abbiamo di fronte con i giusti modi e senza aggredire, offendere o prevaricare. Anche se in quel momento ci stiamo confrontando con una persona che non la pensa come noi o cerca di imporci la sua idea.

L’importante è mantenere una fiducia costante nelle nostre capacità e competenze (ecco il legame con l’autostima!), unitamente alla abilità (e qui bisogna un po’ allenarsi) di comunicare in modo sereno e nel momento giusto, scegliendo le parole che riteniamo più adeguate.

Comunicare un pensiero quando siamo preda di una emozione forte – troppa rabbia per esempio – non farebbe altro che portarci al litigio e allo scontro; attendere e rimandare a un momento in cui ci si sente più tranquilli potrebbe rivelarsi la strategia migliore per cercare di essere assertivi, soprattutto quando ci si sente ancora troppo coinvolti e in preda all’emotività.

Facciamo un esempio: avete di fronte il collega che vi ribadisce il suo pensiero, tutto convinto che le donne non possano dire la loro  su certi argomenti? Sarà importante non raccogliere la provocazione (magari il collega non ha intenzione di provocarvi e non è consapevole di infastidirvi, oppure il contrario: ama punzecchiarvi e ha capito benissimo quanto l’argomento vi dia fastidio), e se ci sentiamo troppo arrabbiate in quel momento, aspettiamo di esserci tranquillizzate per dire la nostra al collega in questione, avendo cura di ribadire il concetto non appena si presenti l’occasione. In fin dei conti essere convincenti implica una certa serenità in quel che si dice: piglio sicuro e tranquillità sono due ingredienti importanti.

Vi sembra difficile? Assolutamente no: tutti possiamo essere assertivi e anzi: sarebbe una bella modalità di comunicare se diffusa e implementata.

La buona notizia è che imparare ad essere assertivi si può: è una capacità che si può allenare e alla portata di tutti.

Per saperne di più: “Assertività e emozioni” di Franco Nanetti
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