Castello della rotta |Seconda parte|

Castello della rotta |Seconda parte| dell’articolo di Morgane Le Feye “Castello della rotta dove i fantasmi sono così gentili da farsi fotografare”

Un altro personaggio interessante è un vescovo vissuto nel 13mo secolo che appare seduto su un seggiolone nel salone a piano terra.

A volte appare come immerso nella lettura di un ponderoso volume, altre volte sembra segua profondi pensieri con il mento appoggiato sul palmo della mano o che osservi con occhi attenti quanti si trovano nel salone.

A volte la sua sagoma non è perfettamente visibile, ma chi se ne accorge e sa di chi si tratta non può fare a meno di guardarlo di tanto in tanto.

Un secondo fantasma interessante appare ogni tanto vagando per il cortile e si sofferma nel punto dove venne ucciso e decapitato alcuni secoli fa, per poi passeggiare a lungo sul fienile.

 

Indossa un abito scuro composto da casacca e pantaloni aderenti infilati in stivaletti, cammina lentamente portando la testa staccata dal collo sul palmo della mano destra, altre volte la tiene sotto il braccio e pare che lo si senta dire di desiderare una sepoltura in terra consacrata, solo così potrà trovare pace.

Capita anche di vedere vagare inquieta l’ombra di una donna di mezza età da una camera all’altra del castello e di sentirlo sospirare, un misto tra il rimpianto e la colpa; pare infatti che fosse la nutrice del bambino degli abitanti del castello che sfuggitole venne travolto e ucciso da un cavallo imbizzarrito.

Essa gira senza meta ascoltando i gemiti del piccolo provenire dal cortile, chi l’ha vista non ha potuto fare a meno di notare che sul volto bianco spiccano profonde occhiaie vuote.

Vi è poi il fantasma di un giovane le cui apparizioni avvengono nelle giornate di folta nebbia.

Indossa un lungo e pesante mantello scuro con cappuccio da cui escono ciocche di capelli biondi, al suo passaggio lascia una scia di gradevole profumo di gigli e rose, passa attraverso i muri per riapparire oltre, lascia il castello e passeggia per la campagna circostante. Molti automobilisti che lo hanno visto non hanno minimamente sospettato si trattasse di un fantasma.