Biglietto per il purgatorio: la recensione

Biglietto per il purgatorio: la recensione del libro di Duccio E. Fumero.

Biglietto per il purgatorio: la recensione

TRAMA

Seduto al tavolo di lavoro sentiva le gocce di sudore scivolargli lungo la fronte. Il mobile era stato ricavato con delle lamiere e fissato in qualche modo al muro del casolare. Sapeva che non c’era nessuno nell’arco di chilometri, i suoi compagni sarebbero passati a riprenderlo solo il giorno dopo. Erano già quattro ore che era lì. Gli altri lo avevano aiutato a scaricare le due casse ed erano ripartiti. Le sigarette si cumulavano nel portacenere, mentre le sue mani si muovevano lentamente. Un minimo sbaglio, una distrazione e saltava tutto per aria. Lui compreso. Con la coda dell’occhio vide la goccia di sudore formarsi sulla fronte, staccarsi dal sopracciglio e cadere lentamente fino a schiantarsi contro la lamiera. Il cuore gli si bloccò. Aveva gli occhi sbarrati. Per fortuna non aveva colpito nessun componente. Tirò un sospiro di sollievo. Iniziava a non avere più sensibilità nelle mani… doveva fare una pausa. Si accese un’altra sigaretta dopo aver pulito le sue mani, sporche di vaselina bianca.

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RECENSIONE

Biglietto per il purgatorio ci mette davanti a un’ambientazione Italiana (Milano), con protagonisti adulti ma dal carattere forte.
Protagonisti senza peli sulla lingua, che si godono la vita tra pinte di birra e ragazze a tutto spiano.

Però all’improvviso la vita di tutti cambia, un barbone lascia un biglietto ad uno di loro prima di uccidersi, il biglietto dice di ritrovare sua figlia.
Questo avvenimento li travolge portandoli nei misteri di una storia più grande di loro: la storia di Ustica – Bologna e delle stragi avvenute ben quarant’anni prima.
Storie di politica, esplosioni, morti, persone losche e sotterfugi.
Cosa più importante, ci sono fatti veri di cui si parla nel libro!

Una delle cose più belle del libro, e che spesso mi ha portato a trovarlo divertente, è il fatto che il protagonista principale sembra parlare con noi lettori, ci rivolge la parola spesso e volentieri come se fossimo parte del libro.

Lettura scorrevole, un giallo con un mistero da scoprire che ci farà porre tante domande e ci fa incuriosire.

Lettura consigliata!
Arianna

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