“Altered Carbon” recensione SerieTv

“Altered Carbon” la recensione della SerieTv come secondo articolo della rubrica “film e serie tv” curata dalla nostra MEG.

Serie Netflix 2018 – 10 puntate da 60’ circa

 

"Altered Carbon" recensione SerieTv

Ed eccomi alla fantascienza, ed in particolare inizio con una serie TV.

Devo subito dirvi che il tema “uomo- androide-coscienza di sé” mi affascina da sempre: o meglio da quando per caso mi capitò di leggere la trilogia IO-ROBOT di Isaac Asimov.

Questa, poi, in assoluto è stata la prima serie che ho visto su Netflix e non mi ha deluso.

Tratta dal romanzo cyberpunk Bay City di Richard K. Morgan, ci presenta subito un futuro distopico, in cui l’umanità è solo un innesto corticale che viene inserito nella colonna spinale e che permette quindi di vivere praticamente in eterno in nuovi corpi sintetici, clonati o naturali che sono ridotti a semplici custodie della mente.

Proprio la morte poco chiara di una di queste custodie che appartiene però ad un miliardario si intreccerà con la storia di Takeshi Kovacs, che torna nel corpo di Elias Ryker e che risolverà il caso non senza passare attraverso una grave e sofferente presa di coscienza di sé

Fin dal primo episodio lo spettatore vive la coscienza e il flusso di ricordi ed emozioni che attraversano Ryker (che per me è più lui che Takeshi) in modo molto realistico. Il dominio della morte, il potere su tutto, la vita eterna immune dalla sofferenza spingono le azioni dell’essere umano: ma la vita eterna ha spesso conseguenze inattese.

E’ in questo passaggio che Joel Kinnaman, attore svedese noto per il rifacimento (fallimentare) di Robocop, dà il meglio di sé: la sua confusione e lo smarrimento dei ricordi che tornano sono rappresentati in modo graduale e vi confesso che non me lo aspettavo.

Indubbiamente per tutti i 10 episodi ci regala (eh si! E non da poco) delle splendide inquadrature del suo corpo nudo, ma mai volgari e ben inserite nella storia perché lui è Ryker, il detective rude e violento ma fedele al suo lavoro e non Takeshi; quando acquista la completa coscienza di sé, l’attore sa combinare emozioni e riflessioni, su un viso a tratti inespressivo a tratti estremamente empatico (ha rifiutato la seconda stagione affermando appunto che la storia per lui era conclusa alla prima serie).

Il finale è inaspettato: lo spettatore si chiede cosa succederà perché, come per altre storie con il tema uomo-androide (Blade Runner, West World) questi uomini o semi androidi che prendono coscienza di se stessi sono come dei bambini, che iniziano ad esplorare il mondo, ma un mondo di cui già conoscono tutto il peggio.

La colonna sonora accompagna gli episodi con grande lentezza mentre mi sono piaciuti i costumi e le luci: in un primo momento infatti la serie rischiava di non essere fatta per un budget di previsione altissimo.

Insopportabilmente bravo James Purefoy nella parte del viscido e pateticamente solo miliardario che vuole elevarsi a giudice e assolutore.

Assolutamente perfetta la sigla iniziale, che riproduce l’eterno dilemma della tentazione Eva/serpente collegato alla tentazione come il viso di un androide.

 

Conclusione:

  • Una buona serie di fantascienza da guardare con calma
  • Perché? perchè? perché fare la n.2 a tutti i costi????? (Takeshy con tutto il rispetto diventa afroamericano!!!!)
  • Ma davvero nel futuro faremo questa fine?(ah se avessi un Joel Kinnaman futuristico tutto per me, potrei anche accettarla l’eternità………!)

Recensito da Meg 
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