3 curiosità su “in extremis”

3 curiosità su “in extremis” il libro scritto da 3 autori!
Abbiamo già visto diversi articoli al riguardo e oggi invece andiamo con qualche curiosità.

3 curiosità su "in extremis"

Italia, prima metà del XIV secolo. In un monastero da qualche parte tra le colline della Toscana, otto mercenari hanno ricevuto un nuovo incarico. Una giovane donna, una levatrice, probabilmente figlia bastarda di un priore, è stata accusata di stregoneria e, da lì a qualche giorno, verrà giustiziata: sarà loro compito proteggerla. Una paga facile, un lavoro come tanti altri prima, ma in una piovosa giornata primaverile, con gli stivali che affondano nel fango, uno scontro armato, un inquisitore morto e un compagno ferito, costringono i cavalieri, la donna e tutta la sua famiglia a una fuga disperata da un esercito che, presto o tardi, gli sarà addosso. Attraverso gli occhi degli otto protagonisti, traspare un lato umano: con i loro difetti, le loro paure e i sentimenti che abbattono le barriere del tempo, otto mercenari, soldati, cavalieri, si mostrano non così diversi da noi, uomini comuni.

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3 curiosità su “in extremis”

1. Scaletta si, scaletta no? Perché?

Assolutamente sì! Oltre al fatto che ci troviamo più comodi, Lorenzo arriva dalla scrittura di stampo cinematografico o comunque, in generale, per i video quindi, volenti o nolenti, ha in qualche modo costretto tutti ad attraversare tutti i possibili passaggi della stesura, nonostante ci fosse già un’idea ben delineata quando iniziammo a lavorare tutti e tre insieme. A prescindere da questo, In Extremis ha una struttura complessa, quindi era necessaria una base schematica e semplice da ricostruire anche mentalmente. La trama di base è piuttosto lineare, ma aver riscritto trattamento e scaletta tutti insieme ci ha aiutato tantissimo a vedere la storia del romanzo con gli stessi occhi e ci ha permesso di muoverci nella narrazione in modo piuttosto agile.

2. Assoluto silenzio o sottofondo musicale durante la scrittura?

Come ogni trio che deve riuscire a lavorare in armonia, abbiamo tre risposte differenti: Lorenzo necessita di un silenzio quasi tombale, sono ammessi giusto il rumore del vento o gli uccellini, sempre che non cantino troppo forte. Simone, di contro, non riesce a scrivere neanche una sillaba se non ha un sottofondo musicale. Matteo, per mettere d’accordo entrambi, ha bisogno di una musica di sottofondo, ma che non sia troppo alta anzi, per citarlo, che sia “quasi non udibile”.

3. Prima il titolo o la storia?

In Extremis prima s’intitolava Il Martello dell’Inquisizione e questa credo che di per sé sia già una risposta.

 

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